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Un momento di silenzio

· All’Angelus il dolore e la preghiera del Papa per gli attentati in Burkina Faso, Spagna e Finlandia ·

Papa Francesco è tornato a esprimere il suo dolore per i sanguinosi atti terroristici che nei giorni scorsi hanno colpito alcuni paesi africani ed europei. All’Angelus di domenica 20 agosto, in piazza San Pietro, il Pontefice ha ricordato i recenti attacchi avvenuti in Burkina Faso, in Spagna e in Finlandia. «Preghiamo per tutti i defunti, per i feriti e per i loro familiari, e supplichiamo il Signore, Dio di misericordia e di pace, di liberare il mondo da questa disumana violenza» ha esortato invitando i fedeli a un momento di silenzio, seguito dalla recita dell’Avemaria.

In precedenza, commentando l’episodio dell’incontro di Gesù con la donna cananea narrato dal vangelo di Matteo (15, 21-28), il Papa aveva messo in evidenza l’insistenza della madre nel domandare la guarigione della figlia. «La forza interiore di questa donna, che permette di superare ogni ostacolo — ha osservato — va ricercata nel suo amore materno e nella fiducia che Gesù può esaudire la sua richiesta». E questo, ha aggiunto, «mi fa pensare alla forza delle donne. Con la loro fortezza sono capaci di ottenere cose grandi».

La testimonianza della madre dimostra dunque «che è l’amore che muove la fede e la fede, da parte sua, diventa il premio dell’amore». Del resto, è lo stesso Gesù a indicare la donna «come esempio di fede incrollabile». Ecco perché la sua perseveranza, ha insistito il Pontefice, «è per noi stimolo a non scoraggiarci, a non disperare quando siamo oppressi dalle dure prove della vita». Il Signore, infatti, «non si volta dall’altra parte davanti alle nostre necessità e, se a volte sembra insensibile alle richieste di aiuto, è per mettere alla prova e irrobustire la nostra fede». Da parte nostra, «dobbiamo continuare a gridare come questa donna: “Signore, aiutami! Signore, aiutami!”», pregando «con perseveranza e coraggio». Tutti, infatti, «abbiamo bisogno di crescere nella fede e fortificare la nostra fiducia in Gesù», soprattutto quando «la strada non appare più pianeggiante ma aspra e ardua».

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20 settembre 2019

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