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Un modello
per i giovani

· In Slovacchia il cardinale Becciu beatifica Anna Kolesárová ·

Anna Kolesárová «non temette di donare la propria vita a Gesù, per difendere il tesoro prezioso della castità, diventando, secondo le testimonianze del suo parroco, hostia sanctae castitatis». Così il cardinale Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, durante la beatificazione della martire slovacca. Durante il rito, presieduto sabato 1° settembre in rappresentanza di Papa Francesco a Košice in Slovacchia, il porporato ha ripercorso alcuni aspetti significativi della vita della giovane martire.

«Fortificata e ben preparata dal padre e dalla madre — ha detto il prefetto — che con i loro insegnamenti e il loro esempio l’avevano ammaestrata a scegliere Dio prima di ogni altra cosa», a soli tredici anni si trovò di fronte «al tragico dilemma se optare per la vita o la morte». La vita significava «cedere ai brutali istinti di un militare dell’esercito sovietico e tradire la propria coscienza, la morte invece la portava pura all’abbraccio di Dio, che aveva imparato ad amare sopra ogni cosa». Venne uccisa la sera di mercoledì 22 novembre 1944, davanti agli occhi del padre. Assassinata, ha sottolineato il cardinale, solo «per la sua resistenza e per la fermezza nel difendere la propria integrità fisica e la virtù della castità».

Ma, ha aggiunto il porporato, non «ci si improvvisa eroi e tantomeno santi». Anna Kolesárová arrivò preparata «al martirio grazie alla sua robusta vita spirituale, nutrita di preghiera quotidiana e di frequenza ai sacramenti». La sua fede «la rese forte e coraggiosa nell’accettare senza tentennamenti il martirio». Per questo la Chiesa che è in Slovacchia può «andare fiera di questa sua figlia che oggi è proposta come modello di vita ai credenti, soprattutto ai giovani», affinché «riscoprano la bellezza dell’amore autentico, come anche il valore della purezza».

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