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​Un modello di sviluppo insostenibile

· Dossier sui danni ambientali nella Repubblica Democratica del Congo ·

Roma, 1. “Ecologia integrale. L’industria estrattiva mina sempre più ambiente e salute delle comunità locali”: è il titolo del dossier di Caritas italiana dedicato in modo particolare alla situazione che vive la Repubblica Democratica del Congo, in Africa. Il documento è stato reso noto in occasione della prima Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato istituita da Papa Francesco lo scorso 6 agosto, e la decima Giornata della Conferenza episcopale italiana (Cei) per la cura del Creato, riprendendo le sollecitazioni dell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco. Nel dossier, si ricordano le condizioni ambientali della terra con l’innalzamento costante delle temperature, il depauperamento progressivo degli ecosistemi, l’aumento dei disastri naturali del 470 per cento negli ultimi trent’anni e la devastazione di intere comunità. «A livello mondiale sono ancora una volta i più poveri — afferma il dossier — a pagare il conto dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento».

Come per i precedenti documenti della Caritas, un focus è dedicato alla situazione di un Paese in particolare, in questo caso la Repubblica Democratica del Congo, nel quale si assiste agli effetti deleteri per l’ambiente e per le persone delle attività svolte dalle compagnie petrolifere. Questa situazione, secondo la Caritas, è «specchio di un modello di sviluppo globale insostenibile, ingiusto, violento». Secondo l’ente caritativo, «vi è una responsabilità imprenditoriale e politica» nell’incuria riguardo all’impatto «sociale e ambientale delle attività estrattive e dei sistemi produttivi. E una responsabilità individuale e collettiva nell’alimentare la cultura consumistica. Occorre una profonda revisione degli stili di vita — prosegue la Caritas — e un incisivo impegno civico nel sollecitare imprese e Governi a un deciso cambio di passo».

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