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In piazza
i sostenitori di Erdoğan

· Il presidente turco pronto ad approvare la pena di morte ·

«Se il popolo vuole la pena di morte, i Partiti seguiranno la sua volontà». Con queste parole, ieri, il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, si è rivolto a circa un milione di suoi sostenitori scesi in piazza a Istanbul per manifestare sostegno al Governo dopo il golpe fallito dello scorso 15 luglio. 

È stata una delle più imponenti prove di forza del Governo di Erdoğan, che ha parlato di oltre tre milioni di persone scese in piazza e nelle strade, non solo a Istanbul, ma anche in tante altre province del Paese, per condannare il gesto dei golpisti leali — secondo le autorità — all’imam in esilio Fethullah Gülen, considerato la mente del colpo di Stato. «Venendo qui avete creato un quadro meraviglioso di grande gloria e di grande unità. E questa unità è la fonte della nostra forza che dà fastidio ai nostri nemici. Restiamo uniti, fratelli, noi siamo un unico popolo, il popolo della Turchia» ha detto il presidente. «Molti altri Paesi hanno la pena di morte» ha spiegato Erdoğan, sfidando gli appelli che in questi giorni gli sono stati rivolti dai leader europei. «Approverei la pena di morte se il Parlamento votasse per introdurla», ha sottolineato il leader dell’Akp.
A chiarire il pensiero di Erdoğan ci ha pensato il premier Binali Yıldırım, che ha sottolineato: «Non agiremo con una motivazione di vendetta ma dentro lo stato di diritto», facendo riferimento alle oltre 60.000 persone — militari, giudici, dipendenti pubblici e insegnanti — licenziati, arrestati o indagati per sospetti legami con il movimento di Gülen, che si trova negli Stati Uniti dal 1999. La Turchia ha più volte chiesto la sua estradizione. «Gulen verrà in Turchia e pagherà per quello che ha fatto», ha assicurato il premier rivolgendosi alla folla.
Una dura replica alle parole di Erdoğan è arrivata questa mattina da Bruxelles. «Semmai la pena di morte dovesse essere reintrodotta in Turchia, questo porterebbe immediatamente all’interruzione dei dialoghi per l’ingresso di Ankara nell’Unione» ha detto la portavoce Mina Andreeva, commentando le dichiarazioni del leader turco. «Il presidente Juncker aveva ribadito la posizione europea anche in un’intervista rilasciata ieri alla televisione tedesca — sottolinea Andreeva — dopo averlo fatto in diverse occasioni, e in particolare parlando al giornale austriaco “Kurier” poche settimane fa».

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17 settembre 2019

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