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Un metro
per misurare la felicità

· L’ultimo romanzo di Jón Kalman Stefánsson ·

In quest’ultimo romanzo di Jón Kalman Stefánsson (I pesci non hanno gambe, Milano, Iperborea, 2015, pagine 448, euro 19) ritroviamo tutte le tematiche che ne fanno uno degli scrittori più interessanti dei nostri giorni. Tematiche inattuali, in un mondo che cerca di non fermarsi a pensare, a porsi delle domande in cui la risposta è la ricerca stessa. 

La copertina del libro «I pesci non hanno gambe» (particolare)

Lo scrive Sabino Caronia aggiungendo che la prima riflessione senza risposta è sempre la stessa, quella, che c’è anche negli altri suoi libri, e riguarda Dio, quel Dio che appare assurdo alla nostra mente ma è sempre cercato con il cuore («secondo la logica bisogna essere dei bambini o degli ingenui per credere all’esistenza di Dio, ma cosa possiede più potere consolatorio della fede? (...) come può chi conosce l’essere umano, la sua storia, la sua cultura, la sua natura, il suo mondo interiore, escludere l’assurdo?»). Ci sono almeno trenta pagine in cui Dio viene coinvolto, un Dio che è forse troppo lontano per arrivare a vedere certe lande desolate, o in cui c’è troppa nebbia, ma che comunque è sempre l’interlocutore esplicito o sottinteso.

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15 dicembre 2019

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