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Un messaggio firmato
da quattro milioni
di persone

· Le manifestazioni ieri nel mondo alla vigilia del Climate Action Summit delle Nazioni Unite ·

È stata la più grande mobilitazione per il clima nella storia mondiale. A livello globale oltre 4 milioni di persone in 161 paesi e in più di 5.000 città del pianeta hanno aderito al Global Strike for climate che si è celebrato ieri. Il 20 settembre è stato scelto come appuntamento “inevitabile”, poiché è il venerdì che precede il vertice delle Nazioni Unite sul clima — il Climate Action Summit — che si terrà al Palazzo di Vetro il 23 settembre, dove interverrà anche la sedicenne attivista svedese Greta Thunberg, promotrice dall’agosto 2018 dell’iniziativa Fridays for Future.

Un cartello esposto durante un corteo a Los Angeles (Ansa)

Solo a New York 250.000 persone hanno sfilato per le vie di Manhattan. L’enorme affluenza è motivata anche dal coinvolgimento, per la prima volta in questi “venerdì per il futuro”, degli adulti. Questi hanno infatti marciato per il clima accanto a migliaia di giovani, dando vita a una protesta intergenerazionale. Sul palco installato nel delta di Battery Park il comitato di Fridays for Future ha voluto dar voce alle popolazioni indigene e ai rappresentanti delle comunità in prima linea che hanno subito direttamente e maggiormente gli effetti dei cambiamenti climatici.

Un portavoce del comitato della sede di New York ha dichiarato che «solo attraverso una vera azione collettiva possiamo realizzare i cambiamenti sistematici di cui abbiamo bisogno per salvare il nostro presente e il nostro futuro. Gli adulti hanno il potere di voto, ma tutti abbiamo la responsabilità di far sentire la nostra voce».

In tutto il pianeta i manifestanti hanno urlato nitidamente il proprio «no» ai combustibili fossili, hanno chiesto a gran voce una rapida transizione alle energie rinnovabili e giustizia per le comunità più colpite dal cambiamento del clima. Tra i loro intenti quello di svegliare le coscienze dei maggiori inquinatori mondiali responsabilizzandoli a un’etica ambientale. Si auspica inoltre una drastica riduzione delle emissioni di gas serra e il non superamento della soglia di 1,5 gradi di aumento della temperatura globale che, da un punto di vista scientifico, segnerebbe un punto di non ritorno. Il prossimo appuntamento a difesa del clima è venerdì prossimo, a conclusione di quella che dai media è stata definita «la settimana mondiale del clima» con un’altra mobilitazione planetaria.

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21 novembre 2019

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