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Strage di innocenti in mare

· Altri naufragi nell’Egeo orientale ·

Una bambina dell’apparente età di cinque o sei anni è l’ultima vittima restituita dal mare delle tragedie di profughi e migranti che vi si susseguono. Il corpicino è stato trovato ieri dalla guardia costiera greca al largo dell’isola di Lesbo. La piccola, al contrario di altri bambini che in questi giorni hanno subito la stessa sorte, potrebbe restare senza nome, perchè non è stato possibile accertare in quale naufragio tra Turchia e Grecia abbia perso la vita. Solo ieri in quelle acque dell’Egeo orientale si sono consumate altre due stragi. 

Una bambina appena giunta sull’isola greca di Lesbo (Epa)

Tredici persone, compresi quattro bambini, sono annegate quando un traghetto turco ha urtato un barcone carico di profughi e migranti al largo della città portuale occidentale turca di Canakkale. Un altro barcone con 46 persone a bordo si è rovesciato nella notte al largo di Lesbo: venti dei suoi occupanti sono stati soccorsi dalla guardia costiera greca, ma gli altri ventisei risultano dispersi in mare, un’espressione che di fatto significa perduti.

E per quanti in Grecia riescono ad approdare si profilano, nei Balcani sempre più nel caos, barriere di filo spinato, eserciti mobilitati e sempre più duffusi rifiuti. L’Ungheria ha rimosso ieri i blocchi dal valico di Horgos 1 lungo l’autostrada tra Belgrado e Budapest. Ma resta chiuso quello di Horgos 2, mentre il flusso di profughi si sposta verso la Croazia — venticinquemila arrivi in quattro giorni — e la Slovenia. Le autorità di Zagabria hanno a loro volta inviato treni e autobus a Tovarnik, vicino al confine serbo, per caricare i migranti e portarli comunque alla frontiera ungherese. Secondo un portavoce del Governo di Budapest, con questa iniziativa, la Croazia «partecipa de facto al traffico illegale di esseri umani».

Dalla frontiera ungherese con la Croazia, comunque, altri autobus stanno trasportando queste migliaia di sventurati in Austria. Dopo i 10.500 arrivati sabato, le autorità viennesi ne attendevano ieri altri settemila, ma già a metà giornata si è capito che sarebbero stati di nuovo oltre diecimila. 

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19 settembre 2019

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