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Per un lavoro a misura d’uomo

· ​L’arcivescovo Paglia su famiglia e occupazione ·

«Agevolare l’accesso al lavoro, offrire un aiuto» affinché esso «sia decente, protetto nei suoi diritti e chiaro, in una cultura di responsabilità pubblica che chiede conoscenza e rispetto delle norme, ma anche uno sguardo capace di vedere la persona, dietro alle procedure e agli adempimenti di legge». Insomma aiutare a garantire “il buon lavoro degli altri”. È quanto ha raccomandato l’arcivescovo Vincenzo Paglia aprendo giovedì pomeriggio, 30 giugno, a Roma, il settimo festival del lavoro.

Il festival è stato organizzato dal consiglio nazionale dei consulenti del lavoro al quale in mattinata Papa Francesco all’udienza giubilare aveva rivolto l’incoraggiamento a perseguire «l’obiettivo della piena e dignitosa occupazione, perché il lavoro dà dignità». E sulla scia del magistero pontificio monsignor Paglia ha constato come oggi sia «quanto mai necessaria una cultura del lavoro che superi quella del semplice assistenzialismo, che aiuti i giovani a riconoscere il senso umano del lavoro, che accompagni ogni lavoratore nella ricerca e nella difesa della sua dignità, che si opponga con fermezza al lavoro nero e allo sfruttamento dei più deboli, che rimetta al centro della preoccupazione civile tale questione, che educhi a rifuggire, anche nei momenti di crisi e di fame occupazionale, la tentazione di accontentarsi di condizioni e retribuzioni disumane, prive delle minime condizioni di sicurezza e di legalità». Da qui l’invito del presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia a «fare ogni sforzo per un lavoro decente, svolto nel rispetto dell’ambiente, nel giusto equilibrio fra i tempi lavorativi e quelli del riposo, attento alle dimensioni famigliari da custodire». E in tal senso appare «prezioso il contributo che, a partire dall’esperienza» maturata dai consulenti del lavoro «e in continuo dialogo con tutti gli altri soggetti interessati», essi possono «offrire ai legislatori, chiamati a migliorare continuamente le leggi e i dispositivi attuativi che regolano tale decisiva esperienza umana».

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21 aprile 2019

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