Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Un istmo
nel cuore dei giovani

· A un mese dalla Gmg di Panamá ·

Alla fine della Giornata mondiale della gioventù di Cracovia, nel 2016, alcuni rimasero sorpresi quando Papa Francesco annunciò che la sede del successivo incontro internazionale dei giovani sarebbe stata Panamá, piccolo stato centramericano con poco più di quattro milioni di abitanti. Il paese è noto per il suo canale che, dal 1914, unisce l’oceano Atlantico e il Pacifico, ed è anche un’importante piazza finanziaria; e la marina mercantile battente bandiera panamense è la maggiore del mondo.

Parlando ai membri del comitato direttivo del Consiglio episcopale latinoamericano (Celam), riuniti a Bogotá nel 2017, lo stesso Pontefice chiarì le motivazioni della scelta: «Ho pensato a Panamá, l’istmo di questo continente, per la Giornata mondiale della gioventù del 2019, che sarà celebrata seguendo l’esempio della Vergine che proclama: “Ecco la serva” e “avvenga per me” (Luca, 1, 38). Sono sicuro che in ogni giovane si nasconde un “istmo”; nel cuore di tutti i nostri ragazzi c’è un pezzo di terreno stretto e allungato che si può percorrere, per condurli verso un futuro che solo Dio conosce e a Lui appartiene. Tocca a noi presentare loro grandi proposte per suscitare in essi il coraggio di rischiare insieme a Dio e di rendersi, come la Vergine, disponibili».

Sono davvero tante, migliaia, le storie personali che solcano ogni Gmg e sono così sorprendenti che, se si potesse, bisognerebbe raccontarle tutte. Come quella di Jakub e Martyna, due volontari polacchi che si sono conosciuti durante la Gmg di Cracovia e si sono sposati nella parrocchia di San Michele Arcangelo, in Monagrillo, diocesi di Chitré, alla presenza di altri volontari del loro paese e della popolazione locale; o di Jorge, giovane dell’Honduras che è giunto fino a Colón, nella costiera atlantica, e che con grande fede e coraggio sottrae coetanei alle maras (bande criminali giovanili); o di una coppia di sposi con nove figli, giunti dall’Alaska su un camper. E ancora, come ha sorpreso incontrare in uno stand della fiera vocazionale, nel parco Omar Torrijos di Panamá, accanto ai confessionali dove si era formata una lunga fila, l’attore statunitense Clarence Gilyard noto per il suo ruolo di James Trivette nella serie Walker Texas ranger, mentre conversava con i giovani che lo avevano riconosciuto dall’inconfondibile cappello da cow-boy; o apprendere la commovente storia di José Ramón e Raúl, due panamensi che lavoravano con grande dedizione nel comitato organizzatore locale, e che il Signore ha chiamato a sé prima della sua realizzazione.

Prima di partire, come d’abitudine, il Papa si è recato in preghiera alla Salus populi Romani per affidare alla Madonna il viaggio. L’accoglienza dei panamensi è stata davvero molto calorosa con tutti e ovunque; basti pensare che circa la metà dei giovani pellegrini hanno alloggiato presso famiglie che generosamente hanno aperto le porte delle loro case. Al suo arrivo a Panamá, Francesco ha incontrato per le strade della città molte famiglie che, equipaggiate con piccole sedie, si erano appostate fuori dalle case per dargli il benvenuto. Gli amici di Lucas, un giovane costretto su una sedia a rotelle, non hanno esitato a sollevarlo, per permettergli di realizzare il suo sogno di vedere il Papa. Tutti ricorderanno per molto tempo la sua foto in bianco e nero che nel giro di poche ore è diventata virale sui social. Il Pontefice è rimasto particolarmente colpito da quanto scritto su un cartello da un’anziana donna: Santidad, las abuelas también hacemos lío. Con sabiduría (“Santità, anche noi nonne facciamo chiasso. Con saggezza”).

Il 24 gennaio, durante la cerimonia di apertura della Gmg che ha avuto luogo nella Cinta Costera — emblematico luogo in riva all’oceano Pacifico, rinominato per l’occasione Campo Santa Maria la Antigua — Papa Francesco ha definito i giovani veri maestri e artigiani della cultura dell’incontro; li ha incoraggiati a diventare costruttori di ponti, a coltivare un sogno grande e capace di coinvolgere tutti. E ha ricordato che, come disse in un’omelia sant’Óscar Romero, canonizzato nel 2018, il cristianesimo è Cristo. Nello stesso luogo, il giorno seguente, Francesco ha presieduto la Via Crucis. E al rientro da Panamá, ha riferito di tenere sempre con sé una Via Crucis tascabile, ricevuta in dono a Buenos Aires, così da poterla recitare in qualsiasi momento.

Nel luogo denominato per l’occasione Campo San Giovanni Paolo II, nella zona di Metro Park, in prossimità dell’aeroporto internazionale di Tocumen, si è svolta la veglia con i giovani. Sulla falsariga di uno spettacolo incentrato sull’albero della vita, sono state presentate diverse testimonianze, e Francesco ha dialogato con passione con i giovani. Ha ricordato il “sì” di Maria, giovane come loro, al compimento della volontà di Dio, che l’ha portata a diventare la madre di Gesù. La donna che ha avuto l’influsso maggiore nella storia dell’umanità è l’influencer di Dio. È stato impressionante il silenzio orante dei giovani durante il tempo dell’adorazione eucaristica, tanto da sembrare incredibile che fossero circa settecentomila.

Culmine della Gmg, la messa di domenica 27 gennaio è cominciata presto, alle otto del mattino. Francesco si è rivolto ancora una volta ai giovani, dicendo loro che essi non sono il futuro, ma l’adesso di Dio; e Gesù non è un “frattanto”, ma un amore misericordioso che desidera penetrare nei loro cuori e conquistarlo; un amore di donazione che invita a donarsi. Il Papa ha augurato, infine, ai giovani che il loro “sì”, a imitazione di quello di Maria, permetta alla Chiesa e al mondo di ricevere una nuova Pentecoste.

L’incontro con i volontari nello stadio Rommel Fernández — ultimo appuntamento del Papa con i giovani prima di lasciare l’America centrale — è stato una festa, con testimonianze e rappresentazioni, durante la quale Francesco ha ringraziato ognuno dei presenti per l’impegno profuso. Grazie al loro lavoro i giovani hanno fatto il miracolo di moltiplicare la speranza. Prima dell’arrivo del Papa, i volontari hanno cantato all’unisono: ¡Sí se pudo! (“Sì! Si è potuto fare!”). L’arcivescovo di Panamá, José Domingo Ulloa Mendieta, ha affermato il giorno dopo che d’ora in poi i piccoli non devono avere paura.

La Gmg di Panamá si è conclusa, ma il pellegrinaggio dei giovani continua per le strade del mondo, per portare ai loro coetanei la gioia della fede in Cristo e le esperienze vissute durante quei giorni in questo piccolo e, allo stesso tempo, grande paese centroamericano. Il prossimo appuntamento del Papa con i giovani del mondo intero si terrà a Lisbona, nel 2022. In Portogallo li attende, sin d’ora, la Madonna di Fátima.

Lasciando Panamá prevale innanzi tutto il senso di gratitudine per il dono di questa Gmg. In questo paese si prega a ritmo di “rumba”. E diventa impossibile dimenticare il ritornello del canto di offertorio della messa panamense, che esprime il desiderio di offrire a Dio il meglio di sé: «Recibe hoy, recibe hoy, de esta tierra lo mejor. / Recibe hoy, recibe hoy, nuestra ofrenda con amor. / Junto a María la Antigua, patrona de esta nación, / presentamos el sentimiento, lo mejor de esta nación».

di Miguel Delgado Galindo
Delegato della sezione per i fedeli laici
del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

20 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE