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Per un islam del dialogo

· ​In Francia solo imam muniti di abilitazione ·

Anche la comunità islamica di Francia si mobilita a livello istituzionale nella lotta all’estremismo jihadista e a chi predica l’odio. Il Consiglio francese del culto musulmano (Cfcm) ha annunciato ieri, martedì, che introdurrà l’obbligo di una speciale “abilitazione” per gli imam desiderosi di esercitare nelle moschee del Paese, un documento che certifichi l’insegnamento di un islam «tollerante e aperto», oltre che rispettoso delle leggi francesi. 

Preghiera islamica  nella Grande moschea di Parigi

L’idea era già stata proposta in estate dal presidente del Cfcm, Anouar Kbibech, che a luglio è subentrato nella guida dell’organizzazione allo storico leader islamico Dalil Boubakeur, il rettore della grande moschea di Parigi da sempre in prima linea contro gli estremisti. Proposta che dopo i tragici fatti del 13 novembre è prepotentemente tornata d’attualità. Così ieri — come riferito dalle agenzie di informazione — a seguito di un incontro con il ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve, l’idea si è trasformata in decisione ufficiale. D’ora in poi, il Consiglio del culto musulmano rilascerà ai futuri imam una “certificazione”, dopo averne testato sia le conoscenze teologiche e religiose, sia «la conoscenza del contesto francese, la storia, le istituzioni» e l’adesione ai suoi valori fondamentali. Si tratterà, ha spiegato Kbibech, di una «specie di patente di guida», che potrà anche «essere ritirata» in caso di violazioni delle regole. «È giunto il tempo di agire — ha assicurato sempre Kbibech al quotidiano «Le Figaro» — il Cfcm è determinato ad assumersi le proprie responsabilità». In questo quadro, verrà presto costituito un «consiglio religioso» incaricato di «smontare, sul piano teologico, le argomentazioni utilizzate dalle organizzazioni terroriste e jihadiste» per irretire i giovani musulmani.

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