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Un impegno
sempre più globale

· Si moltiplicano gli sforzi contro il cambiamento climatico ·

La selva amazzonica al tramonto nello stato brasiliano di Acre

Impegno globale contro il riscaldamento globale. Mentre a Bonn proseguono i lavori della conferenza internazionale sul clima Cop 23 promossa dalle Nazioni Unite, in Brasile è stato varato il più grande progetto di riforestazione della storia: 73 milioni di alberi saranno piantati in 70.000 ettari di foresta amazzonica entro il 2023. A contrassegnare la giornata di ieri alla conferenza di Bonn è stata la decisione della Siria di voler firmare gli accordi sul clima di Parigi. L’annuncio di Damasco — dalla valenza soprattutto simbolica perché la Siria è sconvolta dalla guerra civile e dal terrorismo jihadista — lascia gli Stati Uniti completamente isolati dal resto del mondo, essendo l’unico paese che ha deciso di restare fuori dall’intesa internazionale raggiunta nel 2015. Con la Siria, sale a 197 il numero delle nazioni che hanno aderito. Intanto, i lavori della conferenza si stanno concentrando sullo sviluppo di politiche industriali adeguate agli accordi di Parigi.

Per andare «verso un’economia più verde» ci deve essere un «matrimonio fra politica industriale e politica ambientale» ha dichiarato il presidente del parlamento europeo, Antonio Tajani. E come detto, i segnali di un nuovo impegno a favore dell’ambiente si stanno moltiplicando in tutto il mondo. È stato varato ieri in Brasile il più grande progetto di riforestazione della storia. Il progetto nasce dall’impegno dell’ong statunitense Conservation International e dell’impresa SC Johnson e prevede una massiccia azione di bonifica e riforestazione negli stati brasiliani di Amazonas, Acre, Pará e Rondônia e lungo il bacino del fiume Xingu. Sebbene l’Amazzonia ospiti la metà delle specie terrestri del pianeta, circa il 20 per cento dell’ecosistema è stato tagliato o distrutto negli ultimi quarant’anni. 

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07 dicembre 2019

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