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Proteggere dagli abusi impegno irrevocabile

· I vescovi argentini grati al Papa ·

Pablo Picasso «Niño con paloma» (1901)

Buenos Aires, 23. «Aderiamo e assumiamo il nostro impegno irrevocabile affinché si garantisca la protezione di minorenni e adulti in situazioni di vulnerabilità»: lo afferma la Commissione permanente della Conferenza episcopale argentina in una lettera rivolta al Papa, nella quale inviano, assieme a un «saluto affettuoso» e alla loro «vicinanza fraterna», un ringraziamento per la Lettera al popolo di Dio scritta da Francesco il 20 agosto, in cui — osservano i presuli — «con accorate parole esprimete il dolore e la vergogna vostra e di tutta la Chiesa per la sofferenza causata a minorenni e adulti vulnerabili a causa di abusi sessuali, di potere e di coscienza commessi da un notevole numero di religiosi e persone consacrate». Il testo, che porta la firma del vescovo di San Isidro, Óscar Vicente Ojea, presidente dell’episcopato, e del vescovo di Chascomús, Carlos Humberto Malfa, segretario generale, si conclude con queste parole: «Uniti al suo ministero, segno della carità di Cristo, buon Pastore, vi auguriamo la benedizione del Signore per intercessione della sua Madre santissima, nostra Signora di Luján».

La lettera è stata diffusa al termine della riunione della Commissione permanente svoltasi a Buenos Aires. Erano presenti i vescovi presidenti delle commissioni episcopali e i delegati delle regioni pastorali. Ha partecipato anche il nunzio apostolico in Argentina, arcivescovo Léon Kalenga Badikebele. I presuli hanno avuto il consueto interscambio pastorale approfondendo in particolare alcuni argomenti: la pastorale al servizio della vita, le sfide che scaturiscono dall’evangelizzazione e dalla delicata situazione socio-economica espressa dai vescovi delle varie diocesi del paese, i progressi e le prospettive del cammino sinodale. Al termine della prima giornata, hanno reso nota una lettera inviata all’amministratore diocesano di La Rioja, Roberto Enrique Queirolo, in occasione della prossima beatificazione di monsignor Enrique Angelelli, dei sacerdoti Carlos Murias e Gabriel Longueville e del laico Wenceslao Pedernera. In essa la Commissione permanente esprime l’esigenza di avere dei modelli, come questi martiri, «che sappiano dare il massimo nella lotta per i diritti dei più vulnerabili e che allo stesso tempo siano capaci di promuovere la comunione e la pace».

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