Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Un grande dono

· Il cardinale Gracias nel cinquantesimo dell’«Humanae vitae ·

Floriano  Bodini «Humanae  vitae»

Mumbai, 27. «La Chiesa cattolica è irremovibile ed è ferma nella sua decisione di abbracciare e sostenere la vita, abbracciare, coltivare, difendere ed elevare il dono della vita, ogni vita». È quanto ha ribadito il cardinale arcivescovo di Bombay e presidente dell’episcopato indiano, Oswald Gracias, in una riflessione incentrata sul cinquantesimo anniversario dell’enciclica Humanae vitae di Papa Paolo VI. Parlando ai sacerdoti diocesani in occasione del Clergy Day, il tradizionale appuntamento che in un certo senso segna l’inizio del nuovo anno sociale, il porporato ha sottolineato come il documento di Papa Montini rappresenti ancora oggi «un grande dono alla Chiesa» perché «proclama i valori inalienabili e inviolabili della vita cristiana, del matrimonio e della famiglia». Di qui anche l’invito rivolto sempre ai sacerdoti a trascorrere il 3 agosto prossimo, primo venerdì del mese, vigilia della memoria di san Giovanni Maria Vianney, un’ora in adorazione personale, «riflettendo devotamente su questa enciclica».

Per Gracias, mezzo secolo fa il beato Paolo VI con coraggio «riaffermò delle verità senza tempo». Verità che non sempre sono state accolte. E, «oggi — ha osservato il porporato — vedo le conseguenze della diminuzione del rispetto degli uomini per le donne e della rottura di rapporti familiari sani». Ecco allora l’esortazione rivolta in primo luogo ai sacerdoti ma che si estende ovviamente all’intera comunità diocesana: «Siate dunque aperti alla vita, attraverso il nostro servizio ai più poveri dei poveri, quelli nelle nostre periferie urbane, alle famiglie che lottano con l’alcolismo e la disoccupazione, agli indigenti e agli abbandonati. Essere aperti alla vita, e servire per dare dignità a ogni vita umana, proteggere i nascituri e gli anziani, le vittime della tratta di esseri umani, i soli e i migranti, la sicurezza delle bambine e delle donne. La Chiesa cattolica, nell’arcidiocesi di Bombay e in India, è irremovibile ed è ferma nella sua decisione di abbracciare e sostenere la vita, abbracciare, coltivare, difendere ed elevare il dono della vita, ogni vita». In questo senso, l’enciclica «è un grande dono per ognuno».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

26 febbraio 2020

NOTIZIE CORRELATE