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Un gran jury
per il Russiagate

· Il presidente Trump rigetta tutte le accuse ·

Negli Stati Uniti il procuratore speciale sul Russiagate, l’ex direttore dell’Fbi Robert Mueller nominato a maggio, ha selezionato un grand jury per affrontare la questione più a fondo. La giuria è chiamata a stabilire se le prove finora raccolte nell’inchiesta sono sufficienti per iniziare un processo penale nei confronti di una o più persone. Lo riferisce il «Wall Street Journal» sottolineando che questo è un passo procedurale necessario per convocare testimoni sotto giuramento, ottenere ogni genere di documenti cui non si può opporre rifiuto e mettere sotto accusa ed eventualmente incriminare formalmente sospetti nello staff del presidente Donald Trump.

Il procuratore speciale per il Russiagate Mueller (Ap)

Secondo la prassi il grand jury esamina, in un procedimento a porte chiuse, le prove presentate dall’accusa e, se le ritiene sufficienti, accusa formalmente l’imputato di aver commesso il reato. In conseguenza di ciò l’imputato sarà sottoposto a processo.

Il grand jury si distingue dalla giuria operante nel processo vero e proprio per il minor numero di componenti di quest’ultima (per lo più 12, mentre quelli del grand jury arrivano anche a 23). I membri del grand jury, tratti a sorte dai cittadini, dovranno indagare sul sospetto che persone legate al capo della Casa Bianca abbiano avuto contatti con funzionari russi durante la campagna elettorale dello scorso anno che ha visto la sconfitta della candidata democratica Hillary Clinton.

Le prime iniziative sono già state assunte con l’emissione di mandati relativi all’incontro di Donald Trump Jr con una avvocatessa russa nel giugno 2016.

Netta la reazione del presidente degli Stati Uniti. «Questa storia sulla Russia è una totale invenzione. È solo una scusa per la più grande sconfitta nella storia della politica americana», qualcosa «che li fa sentire meglio quando non hanno niente altro di cui parlare», ha detto Trump durante un comizio a Huntington, in West Virginia. «La maggior parte delle persone sa che non c’erano russi nella nostra campagna, e che non ci sono mai stati», ha aggiunto.

Lo scontro istituzionale è ai massimi livelli e temendo mosse a sorpresa del presidente Trump due senatori hanno deciso di presentare una proposta di legge bipartisan tesa a proteggere il procuratore Mueller. Il testo è stato depositato dal democratico Chris Coons e dal repubblicano Thom Tillis e impedirà al presidente di licenziare a sua totale discrezione Mueller, che ha già più volte criticato. Se approvato il testo avrà valore retroattivo dal 17 maggio, giorno della nomina di Mueller.

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