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Un giusto al Policlinico

· Salvava gli ebrei ricoverandoli al reparto malattie infettive ·

Durante i bombardamenti alleati su Roma, medici e malati della clinica delle malattie infettive del Policlinico romano restavano tutti insieme nei rifugi, nei sotterranei della clinica. Una notte una bomba cadde molto vicina al rifugio. Allora, qualcuno iniziò a recitare una preghiera e dall’oscurità un coro sommesso rispose con lo Shemà Israel.

 Giuseppe CaroniaSolo allora Aldo Di Castro, che era là nascosto in quanto ebreo, comprese quanti ebrei come lui si trovassero nascosti nelle corsie della clinica. A organizzare quest’attività di soccorso era il direttore stesso della clinica universitaria, Giuseppe Caronia, insignito nel 1996 per questa sua opera della qualifica di Giusto delle Nazioni. Lo racconta Anna Foa precisando che Caronia era un pediatra di grande fama e dirigeva il reparto pediatrico del Policlinico quando nel 1925 il regime decise di allontanarlo dal suo incarico perché antifascista. Era infatti un cattolico, aderente al Partito Popolare e amico di don Sturzo. Nel 1924, dopo l’assassinio di Matteotti, era stato fra i firmatari della denuncia fatta da Giuseppe Donati al Senato contro De Bono. A sollevare pretestuose accuse contro di lui concorsero nel 1925 numerosi colleghi desiderosi di prendere il suo posto, cosa che non deve stupirci se pensiamo al bassissimo numero di professori che nel 1931 avrebbero rifiutato il giuramento al fascismo e a quanti professori universitari avrebbero nel 1938 approfittato con entusiasmo delle leggi razziste per prendere il posto dei colleghi ebrei scacciati.

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11 dicembre 2019

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