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Giornata di preghiera
per la pace nello Yemen

· Si svolgerà sabato 23 per iniziativa del vicario apostolico dell’Arabia del sud ·

Sana’a, 19. La voce di pace di Papa Francesco «è l’unica che può avere ancora una certa influenza» per il Medio oriente. Ne è convinto monsignor Paul Hinder, vicario apostolico dell’Arabia del sud, territorio che comprende gli stati degli Emirati Arabi Uniti, dell’Oman e dello Yemen. Commentando — attraverso l’agenzia AsiaNews — il nuovo appello per quest’ultimo paese, lanciato domenica scorsa all’Angelus, il presule sottolinea quanto sia «sempre importante» il richiamo del Papa al dialogo e alla riconciliazione. La speranza — aggiunge monsignor Hinder — è che alle sue parole vi sia un seguito «in quanti sono preposti a prendere delle decisioni». 

Il Pontefice ha infatti rinnovato l’invito alla comunità internazionale perché «non risparmi alcuno sforzo per portare con urgenza al tavolo dei negoziati le parti in causa ed evitare un peggioramento» della situazione, che si profila «una catastrofe umanitaria». Monsignor Hinder, che sta seguendo con grande attenzione ed apprensione l’escalation delle violenze nel paese arabo, informa di avere indetto per sabato prossimo 23 giugno «una Giornata di preghiera nel Vicariato per la pace nello Yemen». Un’iniziativa — spiega monsignor Hinder — «per non dimenticare le vittime di questo conflitto e i martiri che si contano anche all’interno della comunità cristiana, fra cui le quattro suore di Madre Teresa», uccise nel marzo 2016 nella città yemenita di Aden.

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