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Un gesuita tra i frati

· Il Papa riceve il capitolo generale dei domenicani e nel pomeriggio visita la Porziuncola francescana di Assisi ·

«Oggi potremmo descrivere questo giorno come “Un gesuita tra i frati”»: è stato lo stesso Papa Francesco a riassumere così l’intensa giornata vissuta giovedì 4 agosto: al mattino ha infatti ricevuto in Vaticano i partecipanti al capitolo generale dei domenicani e al pomeriggio si è recato ad Assisi per pregare con i francescani alla Porziuncola. Entrambe le famiglie religiose, del resto, celebrano quest’anno l’ottavo centenario di due momenti fondamentali per le loro origini: l’approvazione da parte di Onorio III dell’ordine di san Domenico e la decisione dello stesso Pontefice di concedere l’indulgenza della Porziuncola, nota anche come “perdono di Assisi”.

Benozzo Gozzoli, «Incontro di san Domenico con san Francesco» (1452)

Durante l’udienza con i frati predicatori svoltasi nella Sala Clementina, il Pontefice — salutato dal maestro generale Bruno Cadoré a nome dei capitolari, riunitisi a Bologna presso il sepolcro del santo fondatore — ha rimarcato l’occasione per «fare memoria di uomini e donne di fede e di lettere, contemplativi e missionari, martiri e apostoli della carità, che hanno portato ovunque la carezza e la tenerezza di Dio, arricchendo la Chiesa e mostrando nuove possibilità per incarnare il Vangelo attraverso la predicazione, la testimonianza e la carità». Tre pilastri, li ha definiti, «che garantiscono il futuro dell’ordine, mantenendo la freschezza del carisma fondazionale».

Tracciando il profilo del «buon predicatore», Francesco ha sottolineato che dev’essere anzitutto un «contemplativo della Parola» e «del popolo». Domenico di Guzmán diceva infatti: “Prima contemplare, poi insegnare”. Perché «senza un’unione forte» con Dio, «la predicazione potrà essere del tutto perfetta, molto argomentata e perfino ammirevole, ma non tocca il cuore, che è quello che deve cambiare». Altrettanto imprescindibile è, secondo Francesco, «lo studio serio e assiduo delle materie teologiche» e di «tutto ciò che permette di avvicinarci alla realtà e dare ascolto al popolo di Dio». Inoltre, ha proseguito, «trasmettere più efficacemente la Parola di Dio richiede la testimonianza»: i domenicani devono essere «maestri fedeli alla verità e testimoni coraggiosi del Vangelo». Infine, ha concluso, «il predicatore e il testimone devono esserlo nella carità». E ha citato in proposito il fondatore quando si domandava: «Come posso studiare su pelli morte mentre la carne di Cristo soffre?».

Intanto a Santa Maria degli Angeli è tutto pronto per ricevere la sua visita, durante la quale, dopo la preghiera personale alla Porziuncola, il Pontefice tiene la catechesi su un brano del Vangelo per poi compiere un gesto di tenerezza: la visita ai frati infermi di Assisi.

Il discorso del Papa ai domenicani

La diretta da Assisi

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