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Un futuro da costruire insieme
nel segno della pace

· Migliaia i fedeli musulmani domenica in molte chiese per ricordare don Jacques Hamel ·

Da Rouen a Palermo, da Parigi a Roma: sono stati migliaia i musulmani che, raccogliendo l’invito lanciato da diversi imam e organismi islamici, si sono recati domenica nelle chiese cattoliche per testimoniare, durante la celebrazione della messa, la propria vicinanza e la comune volontà di pace dopo l’uccisione del parroco di Saint-Etienne-du-Rouvray, don Jacques Hamel, avvenuta per mano dei jihadisti.

Un momento della messa nella cattedrale di Rouen

Un gesto forte, atteso, che rappresenta un passo importante nella strada di un dialogo sincero, aperto e pacifico tra le diverse comunità di fede. Una risposta energica e deflagrante, per i progetti di chi vuole seminare odio e distruzione, alimentando la violenza.

In Francia, dopo la serie di attentati degli ultimi mesi, l’iniziativa ha assunto naturalmente un significato particolare. A Parigi, imam e donne con il velo hanno reso omaggio alla memoria del sacerdote massacrato. «Siamo qui — ha detto il presidente del Consiglio francese del culto musulmano, Anouar Kbibech — per trasmettere il nostro messaggio di pace e solidarietà. La nostra presenza vale più di tante parole». Poco prima, il rettore della Grande Moschea di Parigi, Dalil Boubakeur, aveva detto che «la partecipazione dei musulmani alla messa è un atto fondamentale nella storia delle nostre due religioni in Francia. Non abbiamo mai avuto un legame così forte. È arrivato il momento di cambiare i nostri comportamenti, di non dividerci». Nella cattedrale di Rouen, dove martedì, saranno celebrati i funerali di “frère” Jacques, la commozione era evidente. «Accogliamo oggi — ha esordito il vescovo Dominique Lebrun — i nostri amici musulmani che hanno voluto farci visita. Voglio ringraziarvi a nome di tutti i cristiani. In questo modo voi sottolineate che rifiutate i morti e la violenza in nome di Dio. Come noi abbiamo sentito direttamente da voi, questo non è l’islam». (francesco ricupero)

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