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Un finto corrispondente
che diceva la verità

· Gli articoli di Federico Alessandrini dal 1933 al 1938 ·

È appena stato pubblicato il volume Federico Alessandrini. Santa Sede tra nazismo e crisi spagnola (1933-1938) (Roma, Studium, 2015, pagine 372, euro 28). Il libro raccoglie gli articoli scritti da un giovane Alessandrini, che sarebbe diventato dal 1946 al 1950 direttore dell’organo dell’Azione cattolica italiana, «Il Quotidiano». 

Nel 1961 sarà poi vice-direttore de «L’Osservatore Romano» e dal 1970 al 1976 direttore della Sala stampa vaticana. Nell’introduzione Renato Moro sottolinea che dall’autunno del 1933 a quello del 1938 un giovane giornalista cattolico, allora di ventotto anni, Federico Alessandrini, dedicò una serie di articoli lunga e ricca (più di 350) alla vita internazionale, toccando realtà diversissime. Abbiamo così la possibilità di seguire, attraverso un occhio attento, acuto, equilibrato, sensibile, indipendente, uno dei periodi più drammatici della storia del mondo, quello che dalla vittoria del nazismo in Germania conduce alla vigilia della seconda guerra mondiale, e di farlo quasi giorno per giorno. Ci viene così restituito il profumo di quel tempo apparentemente lontano, che scopriamo molto più vicino di quanto immaginassimo.

Probabilmente, infatti, gli anni Trenta rappresentano il periodo della storia del secolo scorso che più si avvicina alle condizioni del mondo attuale: una drammatica crisi economica che crea milioni di disoccupati e rende precaria la vita delle famiglie; un mondo occidentale che ha creduto a un progresso indefinito e sconta la fine dei sogni e delle utopie; lo scontro tra fanatismi ideologici assoluti e quasi religiosi; l’esplodere dei nazionalismi e dei particolarismi fino al dramma delle guerre civili; il dilagare del razzismo, dell’intolleranza, dell’antisemitismo, delle persecuzioni religiose.

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19 novembre 2019

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