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Un fatto storico

· Apprezzamenti per la condanna dell’Is alla conferenza dell’Al Azhar ·

«Apprezzamento» per la condanna dei jihadisti del cosiddetto Stato islamico (Is) pronunciata giovedì scorso all’Al Azhar; necessità di «persistere in ogni sforzo di dialogo e in ogni azione volta a tendere la mano verso l’islam». Sono considerazioni espresse dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, a margine di un convegno organizzato a Roma dal sito Vatican Insider del quotidiano «La Stampa». Parole che confermano il riconoscimento, da parte della Chiesa cattolica, del valore del documento diffuso al termine della conferenza tenutasi nella prestigiosa università sunnita e che ribadiscono l’impegno sulla strada del dialogo, un dialogo che, per il cardinale, non ha alternative: «Non si può essere ingenui nel dialogo interreligioso ma non vedo altra possibilità che fare ogni sforzo per tendere una mano. La speranza è che la grazia illumini i cuori anche dei più violenti», che le religioni «giungano attraverso il dialogo a condannare insieme ogni abuso, conflitto o persecuzione di ogni credente».

Alle parole del segretario di Stato vaticano si aggiungono le dichiarazioni del vescovo di Guizeh dei Copti, Antonios Aziz Mina, il quale, all’agenzia Fides, ha detto che la conferenza organizzata al Cairo dall’università di Al Azhar (considerata il più importante centro teologico dell’islam sunnita) «è un fatto di grande portata storica. Non so se in Occidente qualcuno se ne è accorto. È la prima volta che un’istituzione islamica così influente dice chiaramente che le teorie usate dai terroristi e dagli estremisti per giustificare con il Corano le loro azioni violente rappresentano una perversione dell’autentico islam».

Anche secondo il patriarca di Antiochia dei Greco-Melkiti, Gregorios III Laham, la conferenza tenutasi all’Al Azhar rappresenta «un evento fondamentale». L’intento «era quello di esprimere un rifiuto netto dell’ideologia dei jihadisti e mostrare come questi gruppi manipolano le parole dell’islam per perseguire un progetto di potere che non ha nulla a che vedere con l’autentica fede musulmana». 

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22 ottobre 2019

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