Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

​Un dolore
da condividere

· Iniziativa della Caritas di Roma ·

Far conoscere le opere assistenziali e di carità cristiana in un contesto molto dispersivo come quello della diocesi di Roma e al contempo raccontare esperienze vissute accanto agli emarginati per rendere noti in parrocchie, scuole e gruppi i luoghi della solidarietà del proprio territorio: questo si propone di fare la Caritas diocesana della capitale con la Settimana della carità, che inizierà domenica 31 marzo, quarta di Quaresima, per concludersi il 6 aprile. «Sono ormai quarant’anni che la Caritas dedica l’ultima settimana di Quaresima — quest’anno la penultima per avvicinarsi alla veglia diocesana del 21 marzo, promossa dall’ufficio diocesano missionario insieme alla Comunità di Sant’Egidio e dedicata ai missionari martiri — alla carità con iniziative nelle varie parrocchie», spiega all’«Osservatore Romano» Alberto Colaiacomo, responsabile della comunicazione di Caritas Roma.

«Questa manifestazione — precisa don Benoni Ambarus, direttore della Caritas diocesana — è importante per farci riflettere, attraverso la povertà materiale altrui, sulla nostra povertà, non scordandoci che Dio si è fatto povero per noi e che troppo spesso ce lo dimentichiamo». Gli incontri con persone disagiate, indigenti, in cui si ascolta il dolore passato e presente, confortandole anche semplicemente con una stretta di mano, portano non solo, secondo don Ambarus, a un arricchimento interiore ma fanno scoprire a molti una sorprendente verità: «Con il proprio vissuto di sofferenza, di mancanza di mezzi, di tristezza senza fine, il povero è un vero e proprio maestro di vita e di resilienza, addirittura più capace di noi nel trovare risorse per andare avanti. La condivisione di momenti di dolore si rivela quindi un insegnamento talmente grande da cambiare radicalmente il senso della vita dell’interlocutore “ricco”».

di Rosario Capomasi

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

22 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE