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Un dialogo aperto con l’islam

· ​La nuova «Oasis» ·

Dopo venti numeri e dieci anni di vita, la rivista plurilingue semestrale «Oasis» esce il 4 giugno con copertina, formato e grafica rinnovati e con un nuovo editore, Marsilio.

Devastazioni nella città siriana di Aleppo

 Il nuovo numero sarà presentato il 5 giugno a Milano dall’arcivescovo della città, il cardinale Angelo Scola, che è anche presidente di «Oasis», dal direttore del «Corriere della Sera» Luciano Fontana, dal direttore di Avvenire Marco Tarquinio, da Roberto Rho, caporedattore della «Repubblica» di Milano, e da Shahrazad Houshmand, docente di islamologia alla Pontificia università Gregoriana. Il direttore editoriale e della comunicazione della Fondazione Oasis, Maria Laura Conte, riassume le ragioni dell’operazione in questo modo. Venezia, giugno 2004: al primo incontro del comitato scientifico internazionale di «Oasis» sono presenti il vescovo di Tunisi, Maroun Elias Nimeh Lahham, l’arcivescovo greco-melchita di Aleppo, Jean-Clément Jeanbart, il vescovo di Islamabad, Anthony Lobo, per citare solo alcuni dei numerosi ospiti giunti da Oriente e Occidente per rispondere a un invito. Lavoriamo insieme per produrre una rivista plurilingue che possa essere strumento di supporto culturale per le comunità dei cristiani che vivono in Paesi a maggioranza musulmana. Un invito a rispondere a una domanda concreta, espressa dai patriarchi e vescovi delle Chiese orientali, non esercizio intellettuale astratto. «Quale soggetto e strumento espressivo — rilevò il cardinale Angelo Scola in quella circostanza — “Oasis” può in qualche modo favorire la nascita di un soggetto comunionale (...) e aiutarci ad affrontare il fenomeno “musulmano”. Nello stesso tempo, tale strumento potrà educare i battezzati che vivono in Paesi tradizionalmente cristiani a incontrare i musulmani e gli uomini delle altre religioni che, ormai numerosi, vivono in Europa e nelle Americhe».

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23 ottobre 2019

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