Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Un cristiano
prega anche con le opere

· All’udienza generale il Papa conclude il ciclo di riflessioni sulla misericordia ·

La vicenda di «un bravo cristiano che prega con le opere» è stata presentata da Papa Francesco ai fedeli che hanno partecipato, nell’Aula Paolo vi, all’udienza generale di mercoledì 30 novembre, con la quale il Pontefice ha concluso il ciclo di riflessioni sulle opere di misericordia spirituali e corporali.

Proprio facendo riferimento alla raccomandazione della Chiesa di «pregare per i vivi e per i defunti» e di «seppellire i morti», il Papa ha confidato di aver incontrato il giorno precedente, durante la messa mattutina a Santa Marta, «un bravo uomo, un imprenditore giovane» che «deve chiudere la sua fabbrica perché non ce la fa».

David Jones, «Diversità»

Francesco ha ricordato che l’uomo piangeva dicendo di non sentirsela «di lasciare senza lavoro più di cinquanta famiglie» e che per tale motivo era «venuto a messa a pregare perché il Signore gli dia una via di uscita, non solo per lui, ma per le cinquanta famiglie». Dunque per il Pontefice «questo è un uomo che sa pregare, col cuore e con i fatti, sa pregare per il prossimo. È in una situazione difficile» — ha osservato — ma «non cerca la via di uscita più facile: “Che si arrangino loro”. Questo è un cristiano. Mi ha fatto tanto bene sentirlo! E magari ce ne sono tanti così, oggi, in questo momento in cui tanta gente soffre per la mancanza di lavoro» ha concluso.

Ma quella del 30 novembre è stata una mattina particolarmente ricca di impegni per il Papa, che prima del tradizionale incontro settimanale con i fedeli di tutto il mondo ha ricevuto il regista Martin Scorsese e un gruppo di parlamentari francesi eletti nella regione Rhône-Alpes. E se quella al cineasta newyorkese è stata un’udienza privata, in quella pubblica ai politici transalpini il Pontefice ha pronunciato un discorso nel quale ha ricordato le «paure, intensificate dagli attentati e dalla cieca violenza che hanno profondamente straziato il Paese». In proposito ha fatto notare come la società francese sia «ricca di potenzialità, di diversità che sono chiamate a diventare opportunità». Ma il tema delle violenze è ritornato proprio all’udienza generale, in uno dei due appelli pronunciati dal Pontefice alla vigilia di importanti appuntamenti internazionali: la conferenza che si tiene ad Abu Dhabi, dal 2 al 3 dicembre, sulla protezione del patrimonio culturale nelle zone in conflitto; e la giornata mondiale contro l’Aids del 1° dicembre.

Nel primo appello, infatti, Francesco ha richiamato la drammatica attualità dell’argomento e ha augurato che il vertice «segni una nuova tappa nel processo di attuazione dei diritti umani». Nel secondo invece ha chiesto che «vengano garantite diagnosi e cure adeguate anche ai poveri». Significativi anche i saluti ad alcuni dei gruppi linguistici presenti: con quelli italiani il Papa ha voluto «salutare la Chiesa di Costantinopoli e l’amato patriarca Bartolomeo» nella festa di sant’Andrea — rinnovando gli auguri anche su Twitter dall’account @Pontifex — mentre con i gruppi di espressione portoghese ha ricordato «il dolore del popolo brasiliano per la tragedia della squadra di calcio» vittima di un tragico incidente aereo, esortando a «pregare per i giocatori defunti» e «per le loro famiglie».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

23 novembre 2017

NOTIZIE CORRELATE