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​Un concerto per la fede

Nel 25° anniversario dell’Instaurazione delle Relazioni Diplomatiche tra lo Stato d’Israele e la Santa Sede il 13 giugno si tiene nel Tempio Maggiore di Roma un concerto di musica sacra alla presenza del cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, dell’ambasciatore di Israele presso la Santa Sede, Oren David, e rabbino Capo della Comunità Ebraica di Roma, Riccardo Shmuel Di Segni. Ad aprire il programma sarà un brano della tradizione sefardita, ’Āmēn Shem Nora/Yehallelû Shmô, tratto dai Salmi. Prevista, tra gli altri, anche l’esecuzione di Canti del Matrimonio ebraico come Bārûkh habba’ («Benedetto colui che viene», Salmo 118, 26-29) con la musica di Elio Piattelli, i tradizionali Qôl sāsôn («Voce di letizia», cfr. Geremia 33, 11), Yevōrakhû chāthān vekhāllāh («Siano benedetti», Isaia 55, 12), Berākhāh («Benedizione», Bemidbar/Numeri 6, 24-26), oltre all’Halelûyāh («Lodate il Signore», Salmo 150), di David Garzia e a ’Eshtekā … («La tua sposa», Salmo 128, 3-6) con la musica di Heinrich Schalit. I canti sono affidati a voci specializzate nel repertorio come Nathan Lam, Claudio Di Segni, Alberto Funaro, Ofer Barnoy, Raphael Frieder, accompagnati al pianoforte da Raymond Goldstein e all’organo da Angelo Spizzichino. «I canti e le composizioni musicali sono diversi per melodia, ritmo, modalità di interpretazione, (...) secondo le tradizioni ebraiche nel mondo; tradizioni che spesso ospitano nella melodia dei canti e nel fare musica, la cultura musicale delle genti tra le quali gli ebrei vivono. Salvaguardando sempre la priorità del testo biblico e la fedeltà alle tradizioni delle diverse comunità», spiega Pasquale Troìa nel programma di sala. «Con i canti di questo concerto — aggiunge — cantori e musicisti delle tradizioni ebraiche americane e del Coro del Tempio Maggiore della Comunità Ebraica di Roma dimostrano in fraternità questa molteplicità di modi di cantare al Signore».

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12 dicembre 2019

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