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Un cavallo
e molti ombrelli

· A Novara le collezioni di Roberto Longhi ·

A Roberto Longhi e al suo itinerario di filologo e storico dell’arte è dedicata a Novara (Complesso del Broletto, fino al 24 luglio 2016) la mostra «Da Lotto a Caravaggio, la collezione e le ricerche di Roberto Longhi». Le curatrici Mina Gregori e Maria Cristina Bandera sono presidente e direttore scientifico della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi, avviata nel 1971 dalla moglie per adempiere alle volontà testamentarie dello studioso, scomparso il 3 giugno 1970. Lucia Lopresti, già sua allieva, dopo un promettente inizio da storica dell’arte divenne nota scrittrice con lo pseudonimo Anna Banti.

Giovanni Luteri, detto il Dosso «Giovane con canestro di fiori» (1524, Firenze, Fondazione di Studi  di storia dell’arte Roberto Longhi)

La storica villa fiorentina Il Tasso, dimora della coppia dal 1939, oggi ospita tra l’altro archivio e collezione personale di Longhi, che costituisce gran parte della mostra novarese, oltre a illustri prestiti.

Nato ad Alba, in provincia di Cuneo, tra 1889 e 1890 (studi recenti fanno propendere per il 1889), figlio di insegnanti, a Torino Longhi frequenta i corsi di Pietro Toesca, con il quale si laurea nel 1911 con una tesi su Caravaggio. Intuizioni precoci segnano l’inizio di un percorso folgorante, di cui la riscoperta di Merisi e dei suoi misconosciuti anticipatori e seguaci costituisce l’ineliminabile, quasi necessario contesto, in avanti e à rebours, in un originale andirivieni critico. Sia da storico dell’arte, sia da collezionista, il suo interesse per l’arte contemporanea influenza le indagini al passato. «Partendo dal Caravaggio, è stato possibile allo studioso accertare che la Lombardia preseicentesca possedette idee proprie, forze immaginative degne di attenzione perché autoctone, e principi dai quali avrebbe avuto origine un movimento originale nato nella provincia al confine tra il Veneto e la Milano stregata da Leonardo» (Mina Gregori).

Per lui «l’indagine retrospettiva è viva se parte dai movimenti artistici attuali. Così la scoperta del Caravaggio è figlia o nipote dell’impressionismo». Da giovane tocca fugacemente il futurismo e, anche quando mette a fuoco la propria dimensione di storico, si distacca dalle linee tradizionali, incrociando modernità e riscoperta di scuole pittoriche fino ad allora marginali. 

di Isabella Farinelli

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17 agosto 2019

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