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Antoine Wenger bizantinista in redazione

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Si è risolta in un’appassionante traversata nella storia del Novecento la giornata di studi — a cui hanno partecipato, tra gli altri, il cardinale Paul Poupard, Benoit Grière, Dominique Greiner, Pierre Morel, Bernard Le Leannec e Michel Kubler — che l’Ambasciata di Francia presso la Santa Sede ha organizzato insieme agli agostiniani dell’Assunzione per ricordare Antoine Wenger, il bizantinista che diresse «La Croix» e fu poi consigliere ecclesiastico della stessa rappresentanza diplomatica, svolgendo un ruolo discreto ed efficace per la causa ecumenica. Insomma, uno dei grandi francesi di Roma che a ragione l’ambasciatore Bruno Joubert ha definito un passeur («traghettatore») nell’introduzione che ha aperto i lavori (e di cui pubblichiamo la parte centrale assieme alle sintesi di due altri contributi).

A Roma infatti questo patrologo appassionato della contemporaneità trascorse complessivamente un trentennio — che comprende gli anni del Vaticano II — narrato nelle mille pagine del diario appena pubblicato in due volumi editi dalla casa generalizia degli assunzionisti a cura di Françoise Paoli (Antoine Wenger: 1919-2009. Une passion russe et quelques jalons œcuméniques. 1. Le journaliste, La Croix, le Concile. 2. Le diplomate, Rome et Moscou).

Dopo un’importante tesi sull’Assunzione di Maria, il giovane studioso nel 1956 aveva scoperto, in un manoscritto bizantino del Monte Athos, otto omelie inedite di Giovanni Crisostomo che pubblicò poi nelle «Sources Chrétiennes», quando ormai già guidava il quotidiano cattolico francese. (g.m.v.)

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20 settembre 2019

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