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Un bel calcio nel sedere

· Lettere dal direttore ·

Riporto molto volentieri il racconto che mi ha fatto Tommaso, un caro amico rockettaro come me, ricordando l’esperienza vissuta durante un concerto romano del grande chitarrista e cantautore Ben Harper. Ad un certo punto, dopo avere cantato Power of the Gospel, “La forza della Parola di Dio”, ha raccontato di essere andato a vedere la Cappella Sistina. Qualche cretino ha fischiato. Anche nei concerti rock ci sono dei cretini, penso sia per la legge dei grandi numeri. A questo punto Ben Harper ha risposto così: «Ci sono persone che non credono in Dio così tanto che di questo non credere ne fanno un altro Dio, una vera e propria fede. Io credo invece che una brezza dolce che ti carezza il volto viene da qualche parte. Io credo che quando facciamo qualcosa anche solo un minimo migliore di come siamo noi normalmente, è grazie a questa spinta misteriosa, a questo calcio nel sedere», e poi ha cantato Where could I go (but to the Lord), “Dove potrei andare (se non dal Signore)”. Durante l’ultima strofa ha voluto cantare a voce nuda, lasciando il microfono dietro di sé, per farci sentire la purezza della sua fede. Un’esperienza spirituale indescrivibile.

Grazie Tommaso per questo racconto, così breve e così ricco di vita, di verità. Una verità che si fa sentire, a volte con la dolce delicatezza della musica di un grande chitarrista, a volte con la forza irruenta di un bel calcio nel sedere.

A.M.

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26 agosto 2019

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