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Un atlante per rispondere a Erasmo

· La cartografia dei santuari mariani di Henricus Scherer ·

Di solito è la geografia che fa la storia, ma talvolta è vero il contrario; talvolta è l’intersezione dell’eterno nel tempo a disegnare nuovi reticoli di strade, a tracciare nuove rotte, a fondare nuove città. L’Atlas Marianus di Henricus Scherer (1702) — recentemente ripubblicato in una preziosa edizione anastatica stampata a torchio manuale da Sergio Belfioretti per Arte Libraria Italiana — è nato proprio per documentare questa geografia sommersa, attraversata dai percorsi della fede.

«Ci sono molti modi di descrivere la geografia del mondo in cui viviamo. Il sacerdote gesuita Henricus Scherer — scrive Giovanni Tonucci, arcivescovo prelato di Loreto presentando il volume che il 4 ottobre di due anni fa ha regalato a Benedetto xvi in occasione della sua visita alla Santa Casa — tra la fine del xvii e l’inizio del xviii secolo ha deciso di disegnare il mondo intero da un punto di vista mariano, illustrando i tanti santuari che già allora punteggiavano i continenti».

Ripubblicata in edizione a tiratura limitata, con le tavole cartografiche restaurate e acquerellate, l’opera sta vivendo da qualche tempo una seconda giovinezza: non solo una curiosità per bibliofili, ma la testimonianza di una precisa visione del mondo, uno «strumento retorico» vero e proprio, come ha sottolineato il gesuita Martín Morales (della Pontificia Università Gregoriana) nel suo intervento, il 22 maggio, durante un incontro ospitato dalla Società geografica italiana dedicato proprio alla cartografia ragionata di Scherer.

L’Atlas, a secoli di distanza voleva rispondere alla provocazione di Erasmo da Rotterdam — contenuta in un celebre passo della sua Ittiofagia — su quanto piccoli, in fondo, fossero nel Cinquecento i territori raggiunti dalla fede cattolica; è la chiave di lettura proposta da Michele Castelnovi (dell’università di Genova) introdotto da Franco Salvatori, che ha fatto gli onori di casa a Palazzetto Mattei in Villa Celimontana, e da Pierluigi Natalia, del nostro giornale, che ha moderato l’incontro. 

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23 maggio 2019

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