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Un assaggio di Vaticano II

Nell'autunno 1928 Erik Peterson, professore di Storia della Chiesa e di Esegesi del Nuovo Testamento nella Facoltà di teologia evangelica di Bonn, pubblica un breve trattato dal titolo La Chiesa . Nella postfazione aggiunge un'osservazione: «Un volume più ampio sulla Chiesa, che dovrebbe essere pubblicato prossimamente, approfondirà e svilupperà le posizioni qui espresse e non di rado esposte solo in termini sommari».

Il saggio in cui Peterson aveva formulato le tesi che avrebbero dovuto essere sviluppate nel successivo volume fu accolto in termini piuttosto controversi dal mondo teologico contemporaneo, sia evangelico che cattolico. Furono pertanto in molti ad aspettare con una certa curiosità l'annunciato «volume più ampio». Tra di loro vi era Karl Barth. L'attesa però fu vana.

Lo studioso evangelico, dopo essersi convertito nel Natale 1930 al cattolicesimo, smise di lavorare all'ulteriore stesura del libro sulla Chiesa.

Per fortuna il lascito letterario di Erik Peterson è ricco di inediti, custoditi oggi dalla Biblioteca di scienze religiose Erik Peterson di Torino. Tra i manoscritti vi è una cartella di inediti contenente i lavori preparatori di Peterson sul volume preannunciato. Oltre a numerosi appunti di piccola dimensione, la cartella contiene un manoscritto di sessantacinque pagine comprendente sia il testo di conferenze tenute dal trentacinquenne teologo nella primavera del 1926 a Bonn, sia ulteriori appunti sull'argomento stesi da allora sino al 1930. La raccolta porta il titolo: Ekklesìa. Studien zum altchristlichen Kirchenbegriff Ekklesìa . Studi sulla nozione di Chiesa nell'antico cristianesimo») e tratta i seguenti temi: sinagoga ed Ekklesìa , Ekklesìa e città celeste, diritto divino e diritto canonico (ivi compreso il problema della successione apostolica).

Molto probabilmente questi appunti avrebbero dovuto essere valorizzati nella stesura del previsto libro sulla Chiesa.

Il manoscritto documenta in un modo affascinante lo stile e l'originalità della metodologia perseguita da Peterson nella sua attività di ricerca. Da un lato, egli approfondisce i risultati delle accurate ricerche storico-religiose condotte nella precedente, grande monografia sull'acclamazione «Un solo Dio!» del 1926 ( Hèis Theòs ) analizzando ora con precisione sia il pensiero giuridico dell'antichità, sia le corrispettive categorie rilevabili nel Nuovo Testamento e nella prassi della Chiesa antica.

D'altro lato, Peterson interpreta questa silloge delle fonti sulla base di un coraggioso slancio teologico e ne deduce categorie ermeneutiche originali; ciò vale soprattutto per quanto concerne la definizione delle caratteristiche essenziali della liturgia cristiana, di alcuni aspetti del rapporto esistente tra storia ed escatologia e della specificità del diritto canonico.

Nel manoscritto sull' Ekklesìa viene inoltre recepita e articolata la posizione critica assunta dall'autore nei confronti di diverse correnti teologiche di quel periodo; oggetto di critica sono Alfred Loisy e il suo modo di definire il rapporto corrente tra la Chiesa e l'annuncio del Regno di Dio fatto da Gesù, lo storico protestante del diritto Rudolph Sohm e il suo rifiuto, basato su ragioni di principio, del diritto canonico, il movimento liturgico e la sua opzione a favore degli antichi culti misterici, ma anche determinate posizioni neoscolastiche di tipo riduttivo vigenti allora nella apologetica cattolica.

Il manoscritto di Peterson sull 'Ekklesìa non può essere certamente identificato con il «volume più ampio» sulla Chiesa annunciato nel 1928. Molti dei temi qui tratti sono stati da lui successivamente approfonditi in una più articolata prospettiva; ciò vale per esempio per quanto concerne il rapporto tra l'ebraismo e il cristianesimo. Ciononostante, il manoscritto è essenziale per comprendere la prospettiva elaborata da Erik Peterson nel trattare i problemi teologici posti dal rapporto tra la Tradizione della Chiesa e la ricerca moderna.

Grazie al sostegno prestato da più parti, il testo può essere ora pubblicato nella sua integralità quale supplemento dell'edizione delle opere di Peterson. È significativo che ciò avvenga nell'anno in cui ricorrono il centoventesimo anniversario della sua nascita ed il cinquantenario della sua morte. Gli altri testi di Peterson inseriti nella presente raccolta, per esempio il trattato sulla Chiesa del 1928-1929, e i commenti dei curatori documentano non solo gli ulteriori sviluppi del suo pensiero; essi indicano soprattutto le ragioni per le quali tale pensiero ha lasciato profonde tracce nella teologia del ventesimo secolo e in particolare nella genesi del significativo articolo ottavo della costituzione conciliare sulla liturgia.

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08 dicembre 2019

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