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In un anno distrutta un’area di foreste
grande quanto l’Inghilterra

· Dodici milioni di ettari persi a causa dell’attività umana ·

Almeno 12 milioni di ettari di foreste tropicali sono andati persi nel 2018: una superficie pari quasi a quella dell’Inghilterra. È il dato più evidente che emerge dal rapporto annuale di Global Forest Watch, gruppo di lavoro sulla deforestazione dell’Università del Maryland che, attraverso le proiezioni satellitari, monitora lo stato di salute delle foreste dell’intero pianeta.

Una porzione di  foresta amazzonica distrutta  per consentire la coltivazione di soia (Reuters)

Stando ai dati dello scorso anno, la perdita di foreste tropicali primarie — cioè in luoghi non vi è traccia dell’attività umana — è stata seconda soltanto al 2016, anno in cui il picco di deforestazione è stato determinato dagli incendi che avevano devastato Brasile ed Indonesia. Attualmente le cause sono imputabili all’attività umana intensiva, come la produzione di soia e biocarburanti in Sud America e l’agricoltura o gli allevamenti industriali in Asia e Africa. Tra gli effetti del calo delle aree verdi si registra la riduzione dell’assorbimento di gas serra. Secondo i dati del World Resource Institute, su cui si basa il documento del Global Forest Watch, le foreste assorbono circa il 30 per cento delle emissioni di gas serra prodotte dall’uomo. Le foreste tropicali primarie, inoltre, hanno maggiori capacità di assorbire l’anidride carbonica e rappresentano non a caso habitat insostituibili per molteplici forme di vita.

La regione amazzonica abbraccia nove nazioni, ospita 35 milioni di persone e oltre 2,8 milioni di indigeni appartenenti a 390 popolazioni distinte. Costoro sono le più minacciate dalla deforestazione.

Il portale «Arco Minero del Orinoco» riporta che, tra 2001 e 2014, lo stato venezuelano di Bolívar ha subito una deforestazione di oltre 1.000 chilometri quadrati, pari a 141.000 campi da calcio, per l’estrazione di oro, diamanti e coltan.

Ieri, il sito online della rivista «Science» ha pubblicato una lettera firmata da 600 scienziati europei che chiedono all’Ue negoziati commerciali con i paesi dell’America latina basati su principi di sostenibilità e rispetto delle aree boschive. 

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