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Un anno di pace e accoglienza

· Nella giornata mondiale il Papa chiede di non spegnere la speranza dei migranti ·

«Per favore, non spegniamo la speranza nel loro cuore; non soffochiamo le loro aspettative di pace!»: è l’accorato appello in favore dei migranti lanciato da Papa Francesco nella Giornata mondiale della pace.

All’Angelus del 1° gennaio, rivolgendosi dalla finestra del palazzo Apostolico ai quarantamila fedeli presenti in piazza San Pietro, il Pontefice ha ricordato il motto della cinquantunesima giornata dedicata a “migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace”. «Desidero, — ha detto — ancora una volta, farmi voce di questi nostri fratelli e sorelle che invocano per il loro futuro un orizzonte di pace. Per questa pace, che è diritto di tutti, molti sono disposti a rischiare la vita in un viaggio che in gran parte dei casi è lungo e pericoloso; sono disposti ad affrontare fatiche e sofferenze».

Miabo Enyadike, «Migrazione»

Perciò, ha auspicato Francesco, «è importante che da parte di tutti, istituzioni civili, realtà educative, assistenziali ed ecclesiali, ci sia l’impegno per assicurare ai rifugiati, ai migranti, a tutti un avvenire di pace».

Da qui l’invocazione al Signore affinché «conceda di operare in questo nuovo anno con generosità» per «un mondo più solidale e accogliente» e la conseguente esortazione ai cristiani affinché preghino per tale intenzione nell’anno appena iniziato.

Prima della preghiera mariana il Papa ha celebrato nella basilica vaticana la messa nella solennità di Maria santissima Madre di Dio. All’omelia, tutta incentrata sulla figura della Vergine di Nazaret, il Pontefice si è soffermato in particolare sul suo silenzio. Attualizzando la riflessione, ha quindi sottolineato che anche gli uomini di oggi, come la Madonna, hanno bisogno di «ritagliare ogni giorno un momento di silenzio con Dio» per «custodire la nostra libertà dalle banalità corrosive del consumo e dagli stordimenti della pubblicità, dal dilagare di parole vuote e dalle onde travolgenti delle chiacchiere e del clamore». Ecco perché, ha proseguito, «la devozione a Maria non è galateo spirituale» ma «un’esigenza della vita cristiana. Guardando alla Madre siamo incoraggiati a lasciare tante zavorre inutili e a ritrovare ciò che conta».

E in proposito Francesco ha fatto notare come «il dono della Madre, il dono di ogni madre e di ogni donna» sia molto «prezioso per la Chiesa, che è madre e donna»: infatti «mentre l’uomo spesso astrae, afferma e impone idee, la donna, la madre, sa custodire, collegare nel cuore, vivificare». Dunque, è stata la conclusione, «perché la fede non si riduca solo a idea o a dottrina, abbiamo bisogno, tutti, di un cuore di madre».

Come di consueto, le celebrazioni in onore di Maria avevano avuto inizio la sera precedente sempre in basilica, con la celebrazione dei primi vespri della solennità e il tradizionale Te Deum di ringraziamento di fine d’anno presieduti dal Pontefice. In mattinata, all’Angelus domenicale nella festa della santa famiglia, il Papa aveva ricordato le vittime di attacchi terroristici contro cristiani copti al Cairo.

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19 settembre 2018

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