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​Un altro voto per la pace in Nigeria

· ​Urne aperte per le elezioni dei governatori e delle assemblee degli Stati della Federazione ·

In una Nigeria ancora sotto la minaccia delle violenze di Boko Haram, gli elettori tornano oggi alle urne con la volontà di ricostruire la pace nel Paese. Due settimane dopo il voto del 28 marzo per la presidenza e per il Parlamento federale, i nigeriani sono chiamati a rinnovare i governatori e le Assemblee di 29 dei trentasette Stati della Federazione (comprendendo anche il distretto della capitale Abuja). Due settimane fa c’era stata vittoria di Muhammadu Buhari sul presidente uscente Goodluck Jonathan, e quella dell’All Progressive Congress (Apc), la coalizione d’opposizione che ha candidato il nuovo presidente, sul People’s Democratic Party (Pdp), la formazione rimasta al potere fin dalla caduta nel 1999 della dittatura militare. Anche stavolta, la sfida appare circoscritta all’Apc e al Pdp, nonostante la presenza di altre formazioni che potrebbero risultare determinanti in alcune località. Diversi osservatori prevedono che il voto possa confermare sostanzialmente quello di due settimane fa. Altri ritengono invece la sfida maggiormente incerta in questo caso, se non altro in considerazione degli aspetti di politica locale. Tra gli Stati in cui si vota ci sono i tre del nord-est dove ormai da due anni è in corso una campagna militare contro Boko Haram, cioè il Borno, che del gruppo islamista è considerato la principale roccaforte, l’Adamawa e lo Yobe. Proprio le nuove autorità di questi tre Stati, qualora la minaccia di Boko Haram venga sconfitta in tempi brevi, come promesso dal nuovo presidente, dovranno dare soluzione alla principale emergenza umanitaria in atto nel Paese. Dovranno infatti riportare a casa più di un milione e mezzo di persone, tra sfollati interni e rifugiati all’estero, e consentire loro di ricostruire la propria vita.

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23 ottobre 2019

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