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​Un altro passo verso la pace
in Etiopia

· I ribelli del Fronte nazionale di liberazione dell’Ogaden depongono le armi ·

 Ribelli del Fronte nazionale di liberazione dell’Ogaden

Uno dei principali gruppi di ribelli in Etiopia ha accettato di deporre le armi. La decisione del Fronte nazionale di liberazione dell’Ogaden (Onlf) rappresenta un nuovo successo per il primo ministro etiope Abiy Ahmed. L’Onlf si è battuto per anni per la secessione dell’Ogaden, area della regione somala dell’Etiopia. I guerriglieri si addestravano in Eritrea dove il gruppo aveva le sue basi. «Torniamo in patria per sostenere e far parte della riforma in corso del paese» ha dichiarato ufficialmente il leader dell’Onlf, Mohamed Omar Osman. Il vice-amministratore della regione somala, Mustafa Muhumed Omer, ha confermato che 1740 guerriglieri dell’Onfl hanno consegnato le loro armi. Lo scorso ottobre i guerriglieri e il governo etiope avevano siglato una dichiarazione congiunta nella quale avevano stabilito di porre fine alle ostilità e di stabilire un comitato congiunto per discutere questioni relative alle conseguenze del conflitto nella regione.

Insediatosi lo scorso aprile, il nuovo primo ministro Abiy Ahmed ha rivoluzionato in breve tempo l’Etiopia, avviando un processo di riforme politiche ed economiche. Ha liberato prigionieri politici e invitato l’opposizione al dialogo, ma soprattutto ha firmato la pace con l’Eritrea. Già l’anno scorso 1500 guerriglieri di un altro gruppo ribelle, il Fronte di Liberazione Oromo, erano tornati in patria dall’Eritrea: un chiaro segnale di distensione.

L’operato di Abiy Ahmed è stato salutato dal segretario generale dell’Onu, António Guterres, arrivato ieri ad Addis Abeba per il vertice dell’Unione africana. «Il vento della speranza — ha affermato — sta soffiando in Africa. La riconciliazione fra Etiopia ed Eritrea e gli accordi di pace in Sud Sudan» ne sono la prova.

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