Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Un alfabeto colorato

· All’udienza generale Benedetto XVI parla della bellezza dell’arte che avvicina a Dio ·

Per secoli i pittori «hanno intinto il loro pennello in quell’alfabeto colorato che è la Bibbia». Benedetto XVI cita un’espressione di Marc Chagall per riaffermare la convinzione che l’arte è una delle vie più suggestive ed efficaci per incontrare Dio. Parlando ai fedeli giunti a Castel Gandolfo per l’udienza generale di mercoledì 31 agosto — svoltasi nella piazza della Libertà, all’esterno del Palazzo Pontificio — il Papa ha invitato a riscoprire nelle espressioni artistiche una «parte di quella “via pulchritudinis” che l’uomo d’oggi dovrebbe recuperare nel suo significato più profondo». In questa prospettiva — ha spiegato — l’opera d’arte diventa «come una porta aperta verso l’infinito, verso una bellezza e una verità che vanno al di là del quotidiano». Un’esperienza che ciascuno può fare davanti a una scultura, un quadro, un’opera architettonica, una poesia, un brano musicale. E che lo stesso Benedetto XVI ha confidato di aver vissuto più volte, ricordando in particolare i sentimenti suscitati in lui da un brano di Bach durante un concerto diretto a Monaco da Leonard Bernstein.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

20 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE