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Affresco inaspettato

· In un libro le sante del mensile «donne, chiesa, mondo» ·

Nelle pagine che seguono troverete i profili di oltre venti sante apparsi su «donne, chiesa, mondo», inserto mensile dell’ Osservatore Romano - scrive Ritanna Armeni nella prefazione al libro «Donne e moderne. Storie di sante» (Bologna, Edizioni Dehoniane, 2014, pagine 130, euro 12, 50) - studiose e studiosi, scrittrici e scrittori, storici e storiche, giornalisti e giornaliste, credenti e laici, tutti nomi di indubbio prestigio, raccontano la vita di una santa con cui hanno avuto un rapporto speciale di conoscenza, di fede, di studio. I profili mettono in rilievo le loro differenza e peculiarità, il loro particolare rapporto con la fede.

Ne emerge un affresco straordinario e inaspettato. Questi ritratti liberi nello stile, nei toni e nella scrittura rompono, infatti, molti dei luoghi comuni che hanno afflitto la storia delle donne — e, quindi, anche delle sante — ricollocandole come protagoniste nella storia della Chiesa e rettificando qualche ingiustizia compiuta nei loro confronti. A cominciare dal riconoscimento della loro venerabilità.

I casi di santità femminile infatti, anche se numerosi — oltre 1500, più di quanti ne possa contenere un calendario — sono tuttavia una minoranza rispetto agli oltre 9000 casi di santità maschile. Con qualche certezza, che per molto tempo essa ha subito la forza negativa dello stereotipo.

Affiora, in questi profili, una sapienza diversa che, del resto, la Chiesa ha riconosciuto dando a quattro di loro il titolo raro e solenne di «dottore»: Teresa di Lisieux a cui Giovanni Paolo ii ha riconosciuto «la scienza di un amore divino» ; Ildegarda di Bingen che — ha detto Benedetto xvi — «nella sua volontà di totale appartenenza al Signore, sa coinvolgere le sue non comuni doti umane, la sua acuta intelligenza e la sua capacità di penetrazione delle realtà celesti»; Teresa d'Avila la cui dottrina — ha affermato Paolo vi — «risplende dei carismi della verità, della conformità con la fede cattolica, dell'utilità per l'erudizione delle anime»; Caterina da Siena di cui, sempre Paolo vi, ha elogiato «la sapienza infusa, cioè la lucida, profonda ed inebriante assimilazione delle verità divine e dei misteri della fede contenuti nei libri sacri dell'Antico e del Nuovo Testamento».

Se per la Chiesa di Francesco Dio si esprime anche attraverso la donna, il suo essere, la sua identità e la sua diversità, la vita delle sante, la sua rilettura, acquista un nuovo senso, un nuovo rilievo, una nuova luce. Possono essere, più che nel passato, modelli di una fede mite e trionfante, che sa calarsi nella modernità e insieme trascenderla e migliorarla.

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13 dicembre 2019

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