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Un 4 luglio
tra muscoli e Marte

· L’Indipendence Day di Trump ·

Trump con la moglie Melania e lo staff durante le celebrazioni (Reuters)

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva promesso «la più grande celebrazione del 4 luglio mai vista». Effettivamente un Indipendence Day dove fosse così marcata l’esibizione della capacità militare statunitense non si era ancora mai verificato da quel primo 4 luglio del 1776. Lo scenario attiguo al palco montato davanti al Lincoln Memorial, dove il presidente, contornato dai vertici dell’esercito, ha tenuto un lungo discorso durato circa un’ora, era quello di una parata militare più usuale per alcuni regimi di paesi oltreoceano. Due carri armati M1a2 Abrams, due mezzi meccanizzati Bradley e un M88 Recovery Vehicle, facevano da cornice mentre in cielo volavano il bombardiere invisibile B-2, i caccia F-35 e F-18, la pattuglia acrobatica dei Navy Blue Angels, gli elicotteri della Guardia Costiera, i V-22 Ospreys dei Marines e l’aereo presidenziale Air Force One. Secondo alcuni analsiti locali, nei piani del presidente l’idea era quella di emulare le celebrazioni che si tengono in Francia per il 14 luglio, cui egli stesso ha assistito nel 2017. L’inusuale evento, chiamato Salute to America dallo staff del presidente, non era stato accolto favorevolmente dai media americani che, oltre a denunciare gli elevati costi per la sua realizzazione, avevano avvertito sul pericolo di trasformare il 4 luglio in un comizio elettorale e soprattutto alimentare quella spaccatura culturale tra due Americhe contrapposte. Trump si è lungamente soffermato sulle imprese militari di tutte le forze armate a stelle e strisce nelle varie missioni internazionali e sui grandi personaggi che hanno segnato la storia degli Stati Uniti, ha promesso di tornare sulla Luna e poi di conquistare anche Marte, dove «presto pianteremo la nostra bandiera».

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