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Umile, libero e coraggioso
alla continua ricerca
della verità

· ​Parlando all’Associazione della stampa estera in Italia il Pontefice tratteggia il profilo del giornalista ·

Umile, libero, coraggioso, alla continua ricerca della verità, «affinché la comunicazione sia strumento per costruire, non per distruggere; per incontrarsi, non per scontrarsi; per dialogare, non per monologare; per orientare, non per disorientare; per capirsi, non per fraintendersi; per camminare in pace, non per seminare odio; per dare voce a chi non ha voce, non per fare da megafono a chi urla più forte»: è il profilo del giornalista che Papa Francesco ha tratteggiato ricevendo in Vaticano nella tarda mattinata di sabato 18 maggio l’Associazione della stampa estera in Italia.

In un lungo e articolato discorso, arricchito con ulteriori riflessioni personali, il Pontefice ha esordito esprimendo stima ai giornalisti anche quando «mettono il dito sulla piaga, e magari la piaga è la comunità ecclesiale», sottolineando l’indispensabilità del loro ruolo e la grande responsabilità che ne consegue, ed esortando a «operare secondo verità e giustizia». Certo, Francesco si è detto anche consapevole dell’importanza di caratteristiche come «professionalità, competenza, memoria storica, curiosità, capacità di scrittura, abilità nell’indagare e nel porre le giuste domande, velocità di sintesi, abilità nel rendere comprensibile al vasto pubblico ciò che accade», ma ha insistito soprattutto sull’umiltà di chi non si accontenta «di soluzioni scontate, che non conoscono la fatica di un’indagine capace di rappresentare la complessità della vita reale». Del resto, ha spiegato, «giornalisti umili non vuol dire mediocri», gente che costruisce stereotipi o si accontenta di rappresentazioni di comodo. «In un tempo in cui molti diffondono fake news, — ha spiegato — l’umiltà ti impedisce di smerciare il cibo avariato della disinformazione».

Infine riguardo alla libertà di espressione il Papa ha parlato delle dittature che “mascherano” la stampa, delle guerre «di cui la gente si dimentica» e dei drammi dei Rohingya, dei Yazidi, e dei migranti che muoiono nel Mediterraneo.

Ai partecipanti all’udienza il Pontefice ha donato il volume edito dalla Libreria Editrice Vaticana Comunicare il bene che raccoglie i discorsi, le interviste e i messaggi di Papa Bergoglio in materia di comunicazione.

Il discorso del Papa

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23 agosto 2019

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