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Umanità inabissata

· Ventisei morti accertati e duecento dispersi nell’ennesima tragedia nel Mediterraneo ·

Sono ventisei i corpi finora recuperati di profughi e migranti annegati ieri nel naufragio di un barcone che si è rovesciato a quindici miglia a largo delle coste libiche.

Uno dei profughi e migranti tratti in salvo al largo della Libia (Reuters)

Le persone tratte in salvo sono 375. Secondo le testimonianze di alcuni degli scampati al naufragio, sul barcone c’erano oltre seicento persone e quindi si profilano terribili le conseguenze di questa ennesima tragedia consumata nel Mediterrano, dove dall’inizio dell’anno sono morti oltre duemila degli sventurati in fuga da guerre, persecuzioni, fame, che tentano di raggiungere le coste dell’Unione europea. Nel barcone inabissatosi potrebbero cioè essere rimaste intrappolate duecento persone. Nel braccio di mare dove si è consumato il naufragio proseguono anche oggi le ricerche di eventuali superstiti, ma le speranze di trovarne si assottigliano di ora in ora. Secondo le prime ricostruzioni, il naufragio è avvenuto quando gli occupanti del barcone, un vecchio e obsoleto peschereccio, hanno avvistato la nave militare irlandese «L.E. Niamh», appartenente al dispositivo europeo 'Triton, e si sono spostati in massa su una fiancata, facendo così sbandare lo scafo che si è ribaltato. I superstiti e le salme sono sulla «L.E. Niamh», attesa nel pomeriggio a Palermo.

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23 agosto 2019

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