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Umanità cristiana

· ​La Comece esorta i governi nazionali a soccorrere i rifugiati ·

Bruxelles, 23. Impegno unanime dei cristiani nell’affrontare in maniera adeguata la questione dei rifugiati in Europa per offrire loro un valido sostegno: si è conclusa con questo obiettivo l’assemblea della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece), svoltasi nei giorni scorsi. I presuli si sono confrontati sulla questione dei migranti. Solo in un ambiente di ascolto rispettoso e di aperto dialogo gli uni con gli altri — ha sottolineato il vescovo di Eisenstadt, monsignor Ägidius Johann Zsifkovics, commissario per i rifugiati e l’integrazione della Comece — «riusciremo a bloccare con umanità cristiana lo sviluppo della crisi nei Paesi d’origine dei rifugiati, in quelli di transito e in quelli riceventi. La sofferenza di queste persone ci obbliga a discussioni aperte e costruttive».

Obiettivo dell’incontro — si legge in un comunicato della Comece — era quello di «andare avanti mano nella mano». Sul tema, nel dicembre scorso, la Commissione degli episcopati della Comunità europea aveva inviato alle istituzioni europee e ai governi nazionali un “Documento di riflessione” redatto da monsignor Zsifkovics. Sarà nel corso della prossima plenaria dei vescovi della Comece a Bruxelles, in programma dal 2 al 4 marzo, che si riferirà sull’esito dei lavori della sessione di Heiligenkreuz e se ne trarranno «conclusioni concrete», come ha anticipato il segretario generale, padre Patrick Daly. Promuovere la pace nel mondo, vocazione dell’Europa è il tema generale scelto per l’appuntamento in programma i primi di marzo.

Ampio spazio al dramma dei profughi e dei migranti è stato dedicato anche dai vescovi tedeschi durante l’assemblea plenaria conclusasi nei giorni scorsi. Per il presidente della Conferenza episcopale, cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di München und Freising, «coloro che entrano nel suolo europeo devono essere trattati con umanità e hanno diritto a giusti processi legislativi: questo è un concetto “di base”, non travisabile». 

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