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Per un’umanità bisognosa di Dio

· Iniziata nel duomo di Torino l’ostensione della Sindone ·

Una coppia di torinesi originari della Sicilia, una famiglia di San Severo (Foggia), un gruppo numeroso di sudamericani: sono stati loro, alle 4 di ieri pomeriggio, fra i primi pellegrini a entrare nel duomo di Torino per contemplare la sacra Sindone, la cui ostensione durerà fino al 24 giugno. 

Pellegrini nel duomo di Torino sostano davanti al sacro telo (Ansa)

Ad aprire ufficialmente l’evento è stata la concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Cesare Nosiglia: «Lo sguardo rivolto alla Sindone incontra la mite presenza della carità totale, dimentica di sé, misericordiosa. E questo rappresenta per noi un continuo invito a farci solidali con la sorte di quanti sentono venir meno forze fisiche e morali e sentono salire intorno a sé il freddo dell’abbandono e nel loro cuore, della disperazione. Invito — ha sottolineato il presule nell’omelia — a non lasciarci mai abbattere dal male ma a vincerlo con il bene, a non arretrare mai di fronte alla violenza contro gli innocenti, dall’impegno di riconciliazione e di pace, fondati sulla giustizia e sulla verità dell’amore».

All’uscita dalla cattedrale, l’arcivescovo ha parlato dell’affondamento, avvenuto nella notte fra sabato e domenica nelle acque del canale di Sicilia, di un barcone carico di migranti: «una tragedia che avviene proprio nel giorno in cui la Sindone si svela al mondo. È una sconfitta che sento nel cuore come cristiano e come cittadino. Serve una soluzione concreta e tempestiva, non è possibile che quasi ogni giorno si verifichino simili tragedie. Il nostro Paese sta già facendo molto ma serve una strategia adeguata che coinvolga tutti, una risposta che deve venire anche dall’Unione europea».

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24 agosto 2019

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