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Ultimo vertice a 28

· Ma alla cena non è prevista la partecipazione del leader britannico che prepara la Brexit ·

Dai migranti ai temi economici sono molte le questioni sul tavolo del consiglio europeo

Questione migranti, sanzioni alla Russia per la crisi ucraina, unione bancaria. Sono questi i temi sui quali ci si aspetta un pronunciamento dal consiglio europeo che si apre oggi a Bruxelles. Per quanto riguarda la Brexit, il dibattito sembra rimandato al vertice ristretto a 27 che si svolgerà in primavera, dopo l’apertura da parte del Regno Unito del processo vero e proprio di uscita dall’Unione europea. 

Il premier britannico, Theresa May, al suo arrivo al vertice Ue di Bruxelles (Afp)

Ma la cena a conclusione del vertice, stasera, sarà comunque tra i soli 27 capi di stato e di governo, senza il leader britannico. In tema di migranti, alla vigilia del vertice, il presidente della commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha ribadito che «non si può lasciare sola l’Italia nell’ambito della crisi migratoria», assicurando di escludere «i fondi che l’Italia mette a disposizione dal patto di stabilità». Per l’Italia è il primo vertice da presidente del consiglio dei ministri di Paolo Gentiloni. Ma di crisi migratoria ha parlato anche Robert Fico, primo ministro della Slovacchia che è presidente di turno del consiglio Ue fino alla fine di dicembre. Fico ha affermato che «la proposta delle quote obbligatorie di ripartizione dei migranti tra i paesi Ue è morta». Per quanto riguarda la crisi in Ucraina, i media tedeschi riferiscono che fonti del governo di Berlino contano che il vertice varerà un prolungamento, molto probabilmente ancora una volta semestrale, delle sanzioni economiche contro la Russia per il conflitto nel Donbass. In tema di questioni economiche, emerge una bozza delle conclusioni in cui si legge che l’Ue deve procedere non solo sulla «riduzione ma anche sulla condivisione» dei rischi legati alle banche nel completare l’Unione bancaria. In tema di Brexit, si lavora alla programmazione del vertice straordinario dei capi di stato e di governo nel formato a 27 da tenere ad aprile, un mese dopo il momento in cui, secondo quanto preannunciato dal premier britannico, Theresa May, Londra avrà notificato formalmente l’intenzione di abbandonare l’Ue.

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22 agosto 2019

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