Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Ultimatum statunitense
alla Cina sui dazi

· ​A conclusione dell’undicesimo vertice ·

Liu He e Donald Trump (AFP)

A conclusione, ieri a Washington, dell’undicesimo round negoziale sui dazi tra Stati Uniti e Cina, il segretario al Tesoro americano, Steve Mnuchin, ha consegnato nelle mani del vicepremier cinese, Liu He, quello che è suonato come un ultimatum. Pechino, è il monito degli Stati Uniti, ha da tre a quattro settimane per raggiungere un accordo, altrimenti scatteranno dazi su altri 350 miliardi di dollari su prodotti cinesi. A renderlo noto è stata l’agenzia di stampa Bloomberg, citando fonti vicine ai colloqui tra i negoziatori americani e cinesi a Washington, che sono terminati senza alcun accordo per mettere fine alla guerra commerciale tra le due super potenze economiche. E con gli Stati Uniti che hanno aumentato le tariffe dal 10 al 25 per cento sull’import di prodotti cinesi per un valore di 200 miliardi di dollari.

Trump ha comunque sottolineato su Twitter che il suo rapporto personale con il presidente cinese, Xi Jinping, rimane «molto forte» e si aspetta che le trattative tra le due parti continueranno in futuro. Secondo Liu, che ha guidato la delegazione cinese a Washington, Cina e Stati Uniti riprenderanno i colloqui nelle prossime settimane a Pechino. Colloqui di Washington, ha aggiunto il vicepremier cinese, che non sono falliti. «Ritengo che le piccole battute d’arresto siano normali e inevitabili durante i negoziati tra due Paesi. Guardando avanti, siamo ancora cautamente ottimisti», ha detto Liu incontrando i giornalisti cinesi, definendo, però, «irrinunciabili alcuni principi». Per Trump, «il dialogo è stato franco e costruttivo e un’intesa è ancora possibile, ma la Cina non può pensare di negoziare un accordo con gli Stati Uniti all’ultimo minuto».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

17 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE