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Ultimatum dell’opposizione a Mursi

· Milioni di egiziani chiedono entro ventiquattro ore le dimissioni del presidente ·

Il presidente egiziano, Mohammed Mursi, dovrà dimettersi entro domani o nel Paese partirà una campagna di disobbedienza civile. L’ultimatum arriva oggi dagli attivisti della campagna Tamarod (ribelli, in arabo) che ieri ha portato in piazza milioni di persone in tutto l’Egitto. Tragico il bilancio dei gravi disordini: almeno quindici morti e 613 feriti. «Diamo tempo a Mursi fino a martedì 2 luglio alle 17 perché dia le dimissioni — si legge in un comunicato di Tamarod — permettendo alle istituzioni nazionali di preparare elezioni presidenziali anticipate».

Gli attivisti chiedono «alle istituzioni dello Stato, compresi l’esercito, la polizia e la magistratura, di sostenere apertamente la volontà popolare, così come emerge dalla folla» che ha riempito le piazze in questi giorni. Il comunicato respinge quindi l’appello al dialogo arrivato da Mursi, perché «non c’è alcuna possibilità di accettare soluzioni a metà; non ci sono alternative — si legge ancora nel comunicato — alla fine pacifica del potere dei Fratelli musulmani e del loro rappresentante Mursi».

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23 ottobre 2019

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