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​Ultimatum degli Stati Uniti alla Russia

· Mosca respinge le accuse di violazione del trattato sui missili a media gittata ·

Sale la tensione fra Mosca e Washington dopo che il segretario di Stato Mike Pompeo ha annunciato la decisione degli Stati Uniti di lasciare il Trattato sui missili nucleari a raggio intermedio (Inf) a causa delle «numerose violazioni» da parte della Russia. L’ultimatum a Mosca, già paventato nei mesi scorsi dal presidente Donald Trump, è arrivato ieri sera a Bruxelles, durante la riunione dei ministri degli Esteri dei paesi dell’Alleanza atlantica. Pompeo ha sottolineato che, qualora Mosca non decidesse di «tornare a conformarsi» al trattato, tra «60 giorni» inizierà il processo per «sospendere gli obblighi» degli Stati Uniti.

Tra le ultime violazioni segnalate figura quella che riguarda il sistema missilistico 9m729 che la Russia ha sviluppato e reso operativo. Il progetto secondo la Nato «viola il trattato e pone rischi significativi per la sicurezza euro-atlantica».

Il trattato Inf fu firmato nel 1987 dal presidente Ronald Reagan e dal capo dell’Unione Sovietica Michail Gorbačëv e fu uno dei primi passi che portarono alla fine della guerra fredda. L’accordo riguarda missili nucleari a media gittata, tra i 500 e i 5500 chilometri, che possono essere lanciati da terra. Prima che l’intesa fosse firmata, i paesi europei avevano espresso preoccupazione per la possibilità che l’Unione sovietica usasse contro di essi questo genere di armi, che venivano chiamate “euromissili”.

I ministri degli Esteri dell’Alleanza atlantica sono concordi con gli Stati Uniti nel sostenere che la Russia è «in violazione concreta» dell’Inf, un trattato rivelatosi «cruciale per mantenere la sicurezza della Nato per oltre 30 anni». È quanto si legge in un comunicato ufficiale nel quale si chiede a Mosca di «tornare con urgenza a un pieno e verificabile rispetto» del patto. «La violazione russa del trattato erode i fondamenti effettivi del controllo sulle armi e mina la sicurezza degli alleati» continua la nota, sottolineando come questa rientri in un più ampio atteggiamento «teso a indebolire nell’insieme l’architettura di sicurezza euro-atlantica». «Gli alleati hanno concluso che la Russia ha sviluppato e schierato un sistema missilistico, il 9m729, che viola il trattato e pone un rischio significativo per la sicurezza euro-atlantica» rileva il comunicato, precisando che da cinque anni a questa parte la Russia «ha risposto alle nostre preoccupazioni con smentite e dichiarazioni fuorvianti» e «solo recentemente ha ammesso l’esistenza del sistema missilistico, senza la necessaria trasparenza e le necessarie spiegazioni».

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21 settembre 2019

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