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​Ue a confronto
con la tragedia dei profughi

· ​Altri sei bambini annegati nell’Egeo ·

Una giovane profuga siriana su un treno in Ungheria (Ap)

Mentre il flusso di profughi e migranti è segnato ogni giorno da nuove tragedie — ieri altri sei bambini sono annegati nell’Egeo — l’Unione europea si accinge oggi e domani, nel Consiglio conclusivo del semestre di presidenza di turno lussemburghese, a tentare di sciogliere i non pochi nodi delle sue divergenze interne. Né, del resto, la questione è solo europea, se appena ieri il Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha annunciato per il 2016 ben quattro vertici internazionali a esse dedicati. Per il Consiglio europeo il punto cruciale resta quello della ridistribuzione dei profughi, che si riversano soprattutto in Grecia e in Italia. Un’accelerazione in questo senso si accinge a chiedere il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ai capi di Stato e di Governo che a partire dalle 16 di oggi si riuniranno a Bruxelles. Al tempo stesso, Junker insisterà affinché Grecia e Italia realizzino i cosiddetti, i centri per la registrazione e l’identificazione di quanti arrivano sulle loro coste. «Dobbiamo lavorare assieme agli Stati utilizzando gli strumenti di decisione comune per proteggere le frontiere esterne», ha detto inoltre Juncker, in riferimento alla proposta della Commissione di una nuova agenzie per il controllo dei confini esterni dell’Ue, con maggiori competenze rispetto all’attuale Frontex.

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21 settembre 2019

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