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Ue con l’Italia

· La questione migranti dibattuta al vertice di Bruxelles ·

I capi di stato e di governo dell’Unione europea hanno deciso di «tornare sulla questione del regolamento di Dublino a dicembre, con l’obiettivo di arrivare a un consenso nella prima metà del 2018»: lo ha annunciato il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, durante la conferenza stampa al termine della prima sessione del vertice Ue a Bruxelles.

Il regolamento di Dublino riguarda il diritto di asilo comune, e al momento prevede che le richieste di asilo debbano essere sbrigate dal paese di primo ingresso. Proprio sulla questione della prima accoglienza, il Parlamento europeo ha invece approvato una prima iniziativa per la revisione della normativa. Una vittoria per l’Italia che da tempo chiede una maggiore corresponsabilità di tutta l’Unione europea in questo campo. Ma la strada resta tutta in salita, perché il provvedimento deve ancora passare all’esame del Consiglio. E molti paesi restano contrari a qualsiasi forma di condivisione del problema, in particolare i membri del cosiddetto gruppo di Visegrád. Inoltre, Tusk — che si era speso nei giorni scorsi per assicurare all’Italia l’appoggio degli altri stati dell’Unione — ha affermato che i capi di stato e di governo dell’Ue hanno riconosciuto «la necessità di aiutare l’Italia» e hanno offerto al presidente del consiglio, Paolo Gentiloni, «forte sostegno per il lavoro dell’Italia con le autorità libiche». Infatti, il calo del 25 per cento degli arrivi dalla Libia è stato uno dei dati presentati dal presidente del consiglio italiano, così come i novemila rimpatri assicurati dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni con la prospettiva di arrivare a quindicimila entro fine anno. Sul versante degli aiuti ai paesi africani, il Consiglio europeo, ha assicurato Tusk, ha deciso di garantire un «finanziamento sufficiente» al Trust Fund per l’Africa, che dovrebbe servire a combattere le cause delle migrazioni alle origini.

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23 agosto 2019

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