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Ucraina ultima spiaggia

· Mercoledì Putin, Poroshenko, Hollande e Merkel a Minsk per disinnescare la crisi ·

Slitta a mercoledì prossimo la possibile firma di un nuovo accordo di pace nell’est ucraino, mentre Mosca ammonisce gli Stati Uniti che eventuali forniture di armi a Kiev potrebbero avere «conseguenze imprevedibili e minare gli sforzi per una soluzione politica» della crisi. 

Militari ucraini nell’area di Debaltseve (LaPresse/Ap)

Dopo una lunga conference call, ieri, nel cosiddetto “formato Normandia”, i presidenti russo, ucraino e francese, Vladimir Putin, Petro Poroshenko e François Hollande, e il cancelliere tedesco, Angela Merkel, hanno così deciso di incontrarsi il prossimo 11 febbraio a Minsk, capitale della Bielorussia. Ma solo, ha ammonito il leader del Cremlino, «se entro quella data si riuscirà a concordare su un certo numero di punti sui quali abbiamo discusso intensamente negli ultimi tempi». Il riferimento è alle intese raggiunte nella capitale bielorussa a settembre. Ed è proprio dagli accordi di oltre quattro mesi fa che si intende ripartire, anche se per gli analisti il rischio resta quello di un conflitto congelato, modello Transnistria o Abkazia. Prima di mercoledì, come ha precisato il Cremlino, è prevista anche una riunione del cosiddetto gruppo di contatto, formato da rappresentanti di Mosca, Kiev, Osce e separatisti filo-russi. L’obiettivo è preparare le condizioni e i temi sostanziali del vertice bielorusso. Tra i punti più discussi, la definizione della linea del fronte dopo gli avanzamenti dei ribelli, la distanza di arretramento delle armi pesanti, il controllo della tregua e dei confini russo-ucraini (attraverso cui entrano mezzi e militari russi, secondo l’Occidente), lo status delle aree controllate dai ribelli.

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20 febbraio 2020

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