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In Ucraina c’è bisogno
di solidarietà

· La testimonianza dell’arcivescovo maggiore Shevchuk ·

Un forte appello alla comunità internazionale affinché si adoperi al più presto ad aiutare l’Ucraina è stato lanciato dall’arcivescovo maggiore di Kyiv-Halyč degli Ucraini, Sviatoslav Shevchuk, durante una conferenza stampa tenutasi martedì mattina nella sede della Radio Vaticana. «In questo momento — ha detto l’arcivescovo Shevchuk — abbiamo bisogno di solidarietà, non solo umana ma anche diplomatica. L’Europa non deve difendersi ed avere paura degli ucraini respingendoli alle frontiere, poiché i nostri giovani stanno costruendo in Ucraina l’Europa».

Monsignor Shevchuk, che lunedì sera ha preso parte nella basilica di Santa Maria in Trastevere alla veglia di preghiera per la pace, la giustizia e la dignità umana promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, ha sottolineato il ruolo determinante svolto dalle Chiese nel Paese. «Le manifestazioni pacifiche, iniziate lo scorso dicembre, sono state caratterizzate da un’unità di intenti. Tutte le Chiese sono riuscite ad abbattere ogni tipo di divisione confessionale. Tutti abbiamo detto e fatto le stesse cose. Siamo stati ispirati dallo stesso Spirito. Le Chiese in Ucraina hanno svolto un ruolo importante: quello di mediatori di pace. Hanno protetto con il loro mantello tutti coloro che chiedevano aiuto, come fa una madre con i propri figli». 

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