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Ucciso in Venezuela un altro manifestante

· Sale a 91 il numero delle vittime durante le proteste antigovernative ·

Un ragazzo di venticinque anni è stato ucciso ieri durante una manifestazione contro il governo del presidente Nicolás Maduro a Táriba, nella periferia di San Cristóbal, la capitale dello stato Táchira, nell’estremo ovest del Venezuela. Ricardo Hernández, sindaco di Cárdenas, il comune dove si trova Táriba, ha dichiarato al quotidiano «El Nacional» che la vittima si chiamava Engelberth Moncada. Secondo testimonianze raccolte dal giornale sul luogo delle proteste, il ragazzo sarebbe stato colpito al torace da un candelotto lacrimogeno sparato dalla guardia nazionale. A tre mesi dall’inizio delle manifestazioni contro il governo il numero dei morti è salito a 91, mentre i feriti sono centinaia. Lo ha denunciato il procuratore generale Luisa Ortega Díaz aggiungendo che è stato creato un tribunale militare speciale con l’incarico di seguire i casi degli attivisti antigovernativi. Sono in totale 4658 i manifestanti accusati di omicidio, aggressione o danni. Il tribunale speciale è «un mistero» ha detto Luisa Ortega Díaz, diventata in questi mesi la principale esponente delle istituzioni critica verso il presidente Maduro. Il procuratore ha accusato il comandante del servizio bolivariano di intelligence (Sebin), Gustavo González López, di «gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani». Il responsabile del Sebin è sospettato di aver ordinato «perquisizioni arbitrarie, arresti illegali», nonché di «mantenere in stato di arresto persone riguardo alle quali i tribunali competenti hanno emesso legittime ordinanze di liberazione». La denuncia contro Gustavo González López si aggiunge a quella contro l’ex comandante della guardia nazionale, generale Antonio José Benavides Torres, anche lui accusato di «gravi violazioni dei diritti umani».

La stessa Ortega Díaz è però al centro di un caso giudiziario avviato alla corte suprema che potrebbe costarle l’incarico. 

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13 dicembre 2019

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