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Ucciso
l’attentatore di Berlino

· Fermato dalla polizia a Milano ha reagito sparando ·

È l’attentatore di Berlino l’uomo fermato e ucciso nel corso di una sparatoria nella notte a Milano. Lo conferma l’esame del dna. L’uomo, fermato da due poliziotti di pattuglia alla periferia di Milano, è stato colpito dopo che aveva estratto una pistola e ferito un agente. Dalla Germania, la prima reazione è giunta dal ministero degli esteri, che ha espresso gratitudine alle autorità italiane «per la stretta collaborazione».

I rilievi della polizia  sul luogo della sparatoria (Ap)

L’uomo camminava in piena notte davanti alla stazione dei treni a Sesto San Giovanni, quando due agenti di pattuglia gli hanno chiesto i documenti. Il tunisino, che si è poi rivelato essere Anis Amri ricercato per la strage di domenica sera nella capitale tedesca, ha estratto dal suo zaino una pistola e ha colpito uno degli agenti ferendolo alla spalla. L’altro poliziotto, un giovane siciliano ancora nel suo periodo di prova, ha sparato a sua volta colpendo il terrorista. La pistola usata dal tunisino risulta essere la stessa da cui sono partiti i colpi che hanno ucciso l’autista polacco del tir usato per la strage al mercatino, nella quale sono morte 12 persone e 48 sono rimaste ferite. Gli inquirenti ipotizzano che Amri abbia preso un treno da Chambery, in Francia, che, passando da Torino, lo ha portato a Milano. Alla stazione centrale è arrivato all’una di notte, dunque due ore prima che i poliziotti italiani lo fermassero. Resta ancora da capire come sia riuscito a raggiungere la Francia dalla Germania. L’ipotesi fatta dal pool antiterrorismo italiano è che l’attentatore di Berlino volesse raggiungere il sud Italia. Sulla sua presenza a Torino, circa tre ore tra un treno e l’altro, sono in corso accertamenti da parte della Digos del capoluogo piemontese. «Quanto avvenuto a Milano dimostra quanto sia importante un accresciuto controllo del territorio — ha dichiarato il presidente del consiglio dei ministri italiano, Paolo Gentiloni — e serve aumentare la collaborazione a livello internazionale».

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08 dicembre 2019

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